Lerici (La Spezia), 6 giugno 2017 - «TI SOGNO California. E un giorno io verrò». Il brano del mitico successo anni 60 dei Dik Dik calza a pennello con la storia da favola che in questi giorni sta vivendo una quarantenne di Lerici, comune che si affaccia sul Golfo della Spezia. Dire che la donna è stata baciata dalla dea Fortuna è riduttivo. E’ lei, infatti, l’unica erede di un semisconosciuto zio californiano milionario, morto a Los Angeles nel 2014. L’uomo, che evidentemente in America aveva svolto attività redditizie, ha lasciato all’unica nipote (di cui probabilmente lui stesso poco o nulla sapeva) un patrimonio di 12 milioni e mezzo di dollari, corrispondenti a 11 milioni e 129 mila euro.

LA FORTUNATA ereditiera preferisce, per motivi di privacy, non divulgare la propria identità. Le sue iniziali sono C.F. e di lei è possibile tracciare un ritratto: è single, ama molto fare sport e si mantiene con il suo lavoro, quello di impiegata con un reddito che oscilla intorno ai 1500 euro mensili. Quando il postino le ha consegnato la lettera inviata da un prestigioso studio legale californiano con cui le veniva comunicata l’entità della somma ereditata, la donna ha avuto un comprensibile shock, in un mix tra gioia e incredulità. Per lei il sogno dello “Zio d’America” si era avverato. E l’incredulità è stata ancor più grande perchè lei, lo zio d’America, non sapeva neppure di averlo.

«LA MIA CLIENTE – racconta l’avvocato Manlio Giaquinto, a cui l’ereditiera ha affidato la pratica – ha saputo di essere l’unica parente legittima del milionario californiano, deceduto da un paio d’anni, soltanto attraverso la lettera di un avvocato responsabile di un prestigioso studio legale di Los Angeles. Dopo un primo tentativo di gestire autonomamente la situazione, facendo personalmente indagini sulla veridicità della notizia anche attraverso contatti con l’Ambasciata americana, la signora ha valutato la complessità delle operazioni, dovuta soprattutto all’entità della somma ereditata. Per questo, per far fronte alle procedure burocratiche particolarmente complicate ha deciso di rivolgersi al mio studio».

L’AVVOCATO ha innanzitutto verificato le generalità del defunto «che porta lo stesso cognome della mia cliente». Ha svolto ulteriori accertamenti e, spiega, «mi sono reso conto che la documentazione in nostro possesso corrispondeva alla realtà. Pertanto ho avviato una rete di corrispondenza con lo studio californiano. Su mandato specifico della mia cliente, subito dopo le elezioni comunali di domenica volerò a Los Angeles per definire nei particolari le modalità di trasferimento bancario del capitale ereditato».