La Spezia, 4 febbraio 2018 - Sequestro cautelare, su ordine della procura, di un «tesoro» da ottocentomila euro in odore di intrigo. Il patrimonio è quello di un’anziana defunta spezzina - morta all’età di 90 anni, senza figli - lasciato in eredità, con testamento, alla vicina di casa che si era presa cura di lei. I nipoti sospettano che il testamento sia maturato per effetto della circonvenzione della zia, non più lucida.

Di qui l’esposto alla procura e – dopo un primo vaglio della contesa anche davanti al giudice civile Laura Rotolo con riconoscimento del ’fumus’ – è scattato il sequestro penale. Il provvedimento, fresco di firma, è del pm Federica Mariucci, all’esito delle indagini svolte dai carabinieri.

Il decesso dell’anziana risale allo scorso agosto. Negli ultimi mesi di vita era andata consolidandosi l’amicizia con una vicina di casa che era diventata la custode tuttofare delle piccole incombenze quotidiane dell’anzia – la bolletta da pagare, le medicine da ritirare in farmacia, il latte e la frutta da comprare nel supermercato sotto casa – e anche di un ingente patrimonio.

La donna, anche lei spezzina, era entrata a tal punto nelle grazie della sua ‘protetta’ che l’anziana le aveva firmato una delega mensile per riscuotere la pensione in sua vece e, successivamente, una speciale procura che, di fatto, le attribuiva poteri illimitati nella gestione di beni mobili e immobili, conti correnti compresi.

Un’amicizia, quella tra le due, fatta di assiduità crescente, attenzioni inaspettate, premure a volte neppure richieste. E cementata da una fiducia che ha dato i suoi frutti: poche settimane prima di morire, un notaio si è presentato nell’appartamento dell’anziana e ha assistito alla stesura di un testamento con il quale la vicina è stata individuata quale erede universale di un patrimonio di circa 800mila euro: 200mila legati alla proprietà di un immobile, i restanti 600mila riconducibili a buoni postali e depositi bancari.

Un atto certificato, ma sul quale si allunga adesso l’ombra di un braccio di ferro giudiziario. Venuti, infatti, a conoscenza dell’esistenza del testamento, che li esclude da ogni possibile scegittieredi si sono fatti avanti. Si tratta nario di spartizione, i lemi dei nipoti dell’anziana, figli di una sorella. I parenti, messi sulla difensiva anche dal racconto-testimonianza di un’amica che ha frequentato la casa negli ultimi anni, si sono rivolti a un legale per chiedere che il testamento venisse dichiarato nullo.

L’argomentazione alla quale hanno ancorato le loro rivendicazioni? La zia, all’atto di compilare e firmare le carte che hanno indicato la vicina come unica beneficiaria del patrimonio di famiglia, non sarebbe stata nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, indebolita nella volontà da condizioni di salute sempre più precarie e parzialmente incapace di deambulare.

Corrado Ricci