La Spezia, 6 dicembre 2017 - Aveva cercato di baciare sulla bocca due infermiere contro la loro volontà, mentre svolgeva la sua professione di medico. Aveva chiuso la porta a chiave e nonostante il netto rifiuto delle donne, ovviamente in due momenti distinti, le aveva comunque baciate sulla guancia a causa del movimento repentino delle vittime. Il giudice dell’udienza preliminare Marta Perazzo, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Federica Mariucci, ha rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale un medico di 58 anni, residente a Livorno. Difeso dall’avvocato Lorenzo Musetti del foro di Firenze, dovrà presentarsi davanti al collegio del tribunale della Spezia il 14 febbraio del prossimo anno.

Ieri mattina nell’udienza davanti al gup era presente anche una delle infermiere oggetto delle attenzioni del medico, difesa dall’avvocato di fiducia Marco Argenziano, che si è costituita parte civile. Così ha fatto anche l’altra, che non era presente ma si è fatta rappresentare dall’avvocato di fiducia Valeria Palmegiani del foro di Massa. I fatti sono avvenuti tra il maggio 2015 e l’agosto 2016 al Centro medico diagnostico di Ponzano Magra, dove il dottore lavorava.

Il primo episodio ha visto come vittima l’infermiera che ieri era presente in aula: in modo repentino, cogliendola di sorpresa, dopo aver chiuso la porta della stanza nella quale si trovavano per impedirle di uscire, la bloccava e si avvicinava col volto per baciarla sulla bocca. Non ci riusciva, ma solo perché l’infermiera cercava in tutti i modi di divincolarsi dalla presa e girava la testa in senso opposto, venedo baciata solo sulla guancia. Ma si tratta comunque, a tutti gli effetti, di una violenza sessuale consumata.

E non sarebbe neppure l’unica volta che sarebbe avvenuto, tanto che l’infermiera aveva denunciato l’accaduto alla polizia indicando come periodo tra il maggio 2105 e il maggio 2016. Il secondo episodio risale invece al 26 agosto di un anno fa e ha come vittima l’altra infermiera. La scena è più o meno la stessa, con il dottore che ha chiuso la stanza per impedire alla donna di uscire, avvicinandosi alla sua bocca per baciarla. Ma anche in questo caso si era dovuto ‘accontentare’ della guancia.