La Spezia, 7 ottobre 2017 - «Se non mi dai la bicicletta ammazzo i tuoi genitori e violento tua sorella». Questo dopo averlo anche picchiato. E lui, appena tredicenne, non aveva potuto opporre resistenza. Non solo, sempre sotto il peso delle minacce, lo aveva anche obbligato a consegnare, per due volte, un involucro che conteneva verosibilmente della droga ad un altro nordafricano. Ieri mattina si è concluso il processo per estorsione nei confronti di Mourad Boulami, marocchino che all’epoca dei fatti aveva 21 anni. Il giudice Fabrizio Garofalo gli ha inflitto la condanna esemplare a quattro anni di reclusione, senza il beneficio della sospensione condizionale della pena. Anche più di quanto avesse chiesto il pubblico ministero.

LA VITTIMA dell’episodio, accaduto in città nell’aprile di cinque anni fa, è un minorenne spezzino che poi, aiutato anche dai genitori e dagli amici, aveva trovato la forza di denunciare il suo aguzzino alla polizia. E la squadra volante che era intervenuta, aveva riscontrato la veridicità del suo racconto, tanto che il giudice delle indagini preliminari Mario De Bellis aveva provveduto al rinvio a giudizio di Boulami, con l’accusa di estorsione nei confronti del tredicenne. Trattandosi di un minore, le parti offese sono i suoi genitori. Proprio coloro che il nordafricano aveva minacciato di uccidere, se il ragazzino non gli avesse consegnato la sua bicicletta. L’estorsione della bici non è però il solo episodio di cui Mourad Boulami, marocchino di 24 anni residente in via Garibaldi, si era reso protagonista. Aveva anche fatto di peggio.

IN ALTRE due occasioni, infatti, secondo quanto poi hanno ricostruito i poliziotti della questura spezzina, aveva nuovamente avvicinato il tredicenne e sotto la minaccia delle botte, lo aveva costretto a consegnare ad un suo amico nordafricano, un involucro che conteneva verosimilmente della sostanza stupefacente. Il tredicenne temeva di essere picchiato dal marocchino, quindi aveva ubbidito senza opporre resistenza. All’inizio aveva avuto paura anche a raccontarlo, poi però aiutato anche da alcuni amici ha trovato la forza di dire tutto ai genitori. Mamma e papà sono intervenuti denunciando il marocchino alla polizia, che ha riscontrato il reato di estorsione nei confronti del minore. E ieri la condanna a quattro anni di reclusione.