La Spezia, 4 dicembre 2017 - La donna (che oggi non era presente in aula) è accusata oltre che di omicidio volontario, anche del furto del Midazolam dal reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pisa, mentre nel corso delle indagini era caduta l'accusa di distruzione del testamento, quello redatto da Marco Corini nel luglio 2015 e che la escludeva dalla successione indicando nella fidanzata la beneficiaria quasi esclusiva dell'eredità.

Un reato, quest'ultimo, attribuito dalla procura alla sola Giuliana Feliciani, avvocato ed ex compagna dello studio legale, anche lei rinviata a giudizio: per lei anche le accuse di circonvenzione di incapace e, in concorso con la stessa Corini, di falso in testamento, per la correzione post-mortem delle ultime volontà dell'avvocato. Nelle scorse udienze, il gup De Bellis aveva rigettato l'istanza di sospensione del processo in attesa del verdetto della Cassazione a fronte dell'impugnazione, da parte della Feliciani, dell'altolà ai processi separati. Il processo inizierà a febbraio.