La Spezia, 30 novembre 2017 - Hanno deciso di scendere in strada, rivendicando i loro diritti, per ottenere un corretto inquadramento contrattuale e adeguati carichi di lavoro. Hanno lasciato le corsie dell’ospedale, garantendo il minimo assistenziale, e si sono piazzati davanti al cancello del Sant’Andrea, ieri mattina. I lavoratori e le lavoratrici della Coopservice, in tutto 130 quelli che operano nel nosocomio spezzino e in quello di Sarzana, sono decisi nella loro battaglia. Incrociano le braccia, per far sentire il loro grido di disperazione, dopo mesi e mesi che denunciano ‘ingiustizie’. Si battono essenzialmente per una maggiore tutela e assistenza ai pazienti, per dire no a minori risorse per gli appalti sanitari, per un corretto adeguamento contrattuale e adeguati carichi di lavoro. Presupposti, questi, riportati anche nei volantini distribuiti ai passanti, incuriositi dalle bandiere che sventolavano e dai fischietti. Lo sciopero dei lavoratori di Coopservice è comunque riuscito, e ha avuto punte di adesione anche del 90 %. Al presidio hanno fatto la loro presenza anche alcuni poltici, come Veruska Fedi, Massimo Lombardi, Jacopo Ricciardi di Rifondazione; Giacomo Pregacci di Sinistra Italiana; il consigliere regionale Francesco Batistini; Andrea Licari di Possibile. Presente anche il presidente del consiglio comunale Giulio Guerri. Alle 10, ieri, è partito un pullman alla volta di Reggio Emilia, sede centrale di Coopservice, con una delegazione di sindacalisti e lavoratori: «Noi non molliamo la presa – dicono dicono Luca Comiti, Filcams Cgil, Mirko Talamone, Fisascat Cisl, Marco Furletti, Uiltrasporti e Luciana Tartarelli, Fials Servizi –, la mobilitazione continuerà fino a quando Coopservice accetterà le nostre proposte».

I lavoratori in Coopservice alla Spezia sono circa 300. Tra questi anche Vincenzo Muratore, che non esita a sottolineare: «Siamo operatori socio sanitari ma in busta paga non abbiamo un contratto C2 delle cooperative sociale ma veniamo pagati come semplici pulitori. Per l’esattezza, veniamo pagati 7,40 euro l’ora e svolgiamo turni di sei ore, dove assistiamo i pazienti e spesso veniamo chiamati a pulire i bagni. Chiediamo solo che ci venga assicurato il contratto che ci compete».

Laura Provitina