Castelnuovo Magra, 12 febbraio 2018 - Un'altra domenica di calci che nulla hanno a vedere con lo sport. E’ finita in rissa e quasi sicuramente con la sconfitta per entrambe le contendenti la sfida tra Castelnovese e Don Bosco B Spezia del campionato di calcio di seconda categoria. Un confronto che in palio non metteva chissà quale titolo essendo le due squadre in una posizione di graduatoria senza ambizioni di vittoria finale del torneo ma semplicemente offriva l’opportunità a tanti ragazzi di praticare il gioco preferito ma che al contrario hanno preferito rovinare prendendosi a pugni.

Due formazioni per altro accomunate da una identica filosofia: l’integrazione sociale. Sia i castelnovesi che gli spezzini infatti hanno accolto in squadra diversi ragazzi extracomunitari. In particolare il Don Bosco B Spezia ha appositamente creato questa squadra che per altro partecipa al torneo fuori classifica in quanto schiera già una formazione che milita in Promozione.

Iil gruppo è composto da ragazzi africani e tra i titolari c’è soltanto un italiano, Giovanni Colliva, oltre all’allenatore Matteo Biloni che dopo tanti anni in campo ha deciso di impegnarsi in questo progetto insieme ai dirigenti accompagnatori. Anche i padroni di casa si sono adoperati per far giocare e allenare durante la settimana i migranti ospiti della comunità locale. E su questo aspetto di comunanza di intenti viene meno il pretesto razziale come scintilla della rissa.

La partita si è giocata fino all’80’ poi l’arbitro di fronte al comportamento dei giocatori ha preferito interromperla sul risultato di 1 a 1. Il nervosismo ha preso il sopravvento e sono crollati i freni e la sportività. I giocatori hanno iniziato a inseguirsi, strattonarsi e colpirsi e a nulla sono valsi i tentativi dei dirigenti di frenarne l’ardore. Ci è voluto tempo per riportare la calma ma il direttore di gara non è tornato sui suoi passi lasciando che del match rimanessero soltanto 80 minuti, la rissa e adesso il suo referto stabilirà la sanzione. Da tener presente che i migranti ospiti di Caritas e di strutture collegate hanno permessi di soggiorno temporanei e sono accolti con lo status di profugo. Un eventuale denuncia penale potrebbe addirittura far scattare la revoca dell’asilo politico.

«MI DISPIACE quello che è accaduto – spiega l’allenatore Matteo Biloni – perchè è un brutto segnale. Non c’entra nulla l’aspetto razziale ma sono situazione che possono crearsi in qualsiasi campo e purtroppo è successo anche a noi che siamo molto impegnati nell’aspetto sociale».

m.m.