Lerici (La Spezia), 7 settembre 20\17 - «Uccideremo gli insegnanti del gender che vanno nelle scuole ad imbastardire i nostri figli». E’ il cartello farneticante e minaccioso affisso ieri sui cancelli delle scuole medie e dell’infanzia di San Terenzo, della Cochrane di Pugliola e nell’atrio delle elementari di Lerici. A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico la minaccia provoca sconcerto e inquietudine nel mondo della scuola. 

AD ACCORGERSI del cartello è stato il sindaco Leonardo Paoletti durante un sopralluogo alla Paolo Fiori dove sono in atto i lavori di rifinitura dopo il rifacimento del tetto e dei soffitti. Paoletti si è premurato di rimuovere il cartello e consegnarlo al funzionario delle politiche sociali del Comune affinchè presentasse un esposto ai carabinieri di Lerici e disponesse un controllo negli altri plessi scolastici. E ieri mattina il personale docente e Ata hanno rinvenuto due volantini con lo stesso contenuto alle medie e all’asilo di San Terenzo e Pugliola. I militari dell’Arma hanno avviato indagini sui responsabili delle inqualificabili minacce di morte a chi insegna ai bambini a non discriminare e a rispettare chi è di sesso diverso. Le minacce di morte bastano da sole a condannare chiunque si sia reso responsabile del gesto. Cosa altrettanto inquietante, le minacce sembrerebbero profferite dal delirio di qualcuno che probabilmente ha figli che frequentano l’istituto comprensivo di Lerici. 

IL MINISTRO della giustizia, lo spezzino Andrea Orlando, è intervenuto sulla vicenda: «Nel condannare il contenuto del cartello apparso sui cancelli delle scuole di Lerici sono certo che le forze dell’ordine oltre a condurre le debite indagini, metteranno in campo tutti gli strumenti necessari affinché, con l’approssimarsi dell’apertura dell’anno scolastico, sia garantita la serenità al corpo docente e agli alunni. Voglio assicurare – conclude Orlando – che le minacce di morte nei confronti degli insegnanti non saranno sottovalutate e che il governo è impegnato a sostenere la scuola italiana, gli insegnati e le famiglie nell’educazione dei giovani. Evocare il pericolo di introduzione di inesistenti “teorie gender” è un modo violento per spaventare le famiglie rispetto a questioni che nulla hanno a che vedere con l’attività formativa svolta nei diversi gradi dell’istruzione. Questo episodio, si inserisce in una campagna in atto da qualche tempo, che intende proporre l’odio nei confronti delle differenze in risposta alla necessità che si formino i bambini e i ragazzi al rispetto della dignità di tutte le persone, indipendentemente dalla loro provenienza, sesso, credo». 

MESSAGGIO di condanna anche dalla Diocesi della Spezia: «Non è con la violenza o con le minacce che si può manifestare il proprio dissenso».