La Spezia, 28 luglio 2017 - «AIUTO mi ha morso una spalla». Si era rivolta ai carabinieri perché, a suo dire, l’ex fidanzato l’aveva morsicata alla spalla sinistra per impossessarsi del suo telefono cellulare. Ma la perizia di parte ha smontato la tesi accusatoria sostenendo che non ci fosse compatibilità tra il racconto della donna e la ferita stessa. Adesso la 30enne rischia una denuncia per calunnia. L’imputato, un dominicano di 30 anni difeso dall’avvocato Valentina Antonini, è stato assolto con formula piena perché il fatto non sussiste ieri mattina dal giudice Fabrizio Garofalo dall’accusa di rapina e lesioni personali. Il pm Luca Monteverde aveva chiesto 2 anni e dieci giorni. I fatti: la ragazza all’epoca del fatto, avvenuto il 20 gennaio del 2011 a Ceparana, aveva denunciato il giovane domenicano perché, secondo il suo racconto, era stata raggiunta dal ragazzo ed era stata aggredita all’interno del suo luogo di lavoro, in pizzeria, da quest’ultimo colto da un raptus di gelosia incontrollata.

PER SORREGGERE la sua accusa la donna, anche lei straniera, aveva raccontato ai militari che l’allora fidanzato, nell’intento di entrare nel possesso del suo cellulare per verificare alcune chiamate da parte di altri uomini, le aveva dato un violento morso sulla spalla. Vista la gravità dell’accaduto, il pm Monteverde aveva contestato al giovane il reato di rapina. Nel corso del dibattimento e precisamente nelle fasi concitate del controesame la difesa ha giocato il suo jolly, che ha smontato la ricostruzione fatta dalla donna agli inquirenti.

IL COLPO di teatro è stata la relazione del consulente della difesa, il dottor Roberto Marruzzo che ha brillantemente smontato la tesi accusatoria, sostenendo che, dopo aver visto le carte, vi fosse incompatibilità tra la lesione riscontrata e certificata dal pronto soccorso e le modalità dell’azione così come descritta dalla donna. La tesi accusatoria è quindi definitivamente crollata e adesso la donna rischia una denuncia per calunnia dall’ex fidanzato.