La Spezia, 6 settembre 2017 - DEI ragazzi africani seduti in un bar possono spingere gli altri clienti a non frequentare più il locale? Secondo Manuela Cozzani, proprietaria dello ZenZero Caffé di corso Nazionale a La Spezia, è così. «Ho notato un forte calo di clienti da quando un gruppo di giovani, per la maggior parte ospiti di due strutture di Stradone D’Oria, ha preso l’abitudine di bersi un caffè qui», spiega. «C’è gente che proprio non sopporta le persone di colore: una volta una signora è entrata, li ha visti ed è corsa fuori!». Manuela, che lunedì ha segnalato la situazione con un post su Facebook, non capisce dove sia il problema: «Non hanno mai litigato con nessuno, sono sempre gentili; spesso mi aiutano a portare la spesa». «I ragazzi che vengono nel nostro bar lavorano e frequentano corsi d’italiano, si vede che ci tengono a integrarsi», aggiunge l’altra titolare del bar, Elisa Puccini. «Nessuno è mai venuto a lamentarsi direttamente con noi, ma certi clienti abituali non vengono più».

DOPO il caso Cenerini, il consigliere comunale di centrodestra che si è lamentato sul web per il fatto di essere stato servito a tavola da una cameriera di origini africane vestita con abiti tipici ampezzani, in città si fa strada un altro fronte di dibattito in merito all’atteggiamento riservato agli stranieri. Ma non tutti si sentono minacciati dal gruppetto di migranti. «Se sono brave persone, a me non danno fastidio», dichiara Ivan Bolognini, un cliente dello ZenZero Caffè. «Tra gli stranieri ci saranno anche dei delinquenti, ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio». Nel locale c’è anche una persona che, come i ragazzi africani, viene da lontano: è l’olandese Jan Schipmolder. «Non ha senso lamentarsi per il fatto che alcune persone di colore frequentino un bar, tutti hanno il diritto di farlo!», esclama. Le due titolari del ZenZero Caffè non sono certo contente del clima che si respira nel quartiere, ma continueranno ad accogliere il gruppo di africani nel loro bar. «Questo è un esercizio pubblico, non posso certo proibire a delle persone di sedersi al tavolo perché hanno la pelle scura, e loro hanno sempre pagato tutto, anche se hanno pochi soldi in tasca», dice Manuela. E conclude, un po’ sconsolata: «E pensare che chi non sopporta questi ragazzi a volte si dichiara cristiano...».

Chiara Sivori