La Spezia, 22 dicembre 2017 - Fiuto di investigatore. Il romeno fresco di arresto per rapina impropria dopo la cattura a quattro mani di due cittadini – di cui uno, il vero protagonista del placcaggio, travolto in sella alla bici – aveva chiesto agli agenti della volante di concedergli di fare una telefonata alla sorella per informarla dell’accaduto. Prima di dare l’ok, i poliziotti hanno voluto scorrere la rubrica del cellulare per verificare l’esistenza del numero della stessa. E hanno fatto una scoperta: nessun cognome straniero come quello dell’arrestato, solo contatti italiani. Quanto è bastato per fare una verifica sull’appartenenza reale dell’apparecchio. E qui è emersa l’altra sorpresa: era stato rubato due giorni prima, a Chiavari. Contattato il derubato - e rappresentatagli la notizia del ritrovamento dell’apparecchio nelle mani del romeno - è emersa la terza sorpresa: «Il telefonino è in uso a mia moglie. Ha saputo da molte sue amiche che negli ultimi giorni hanno ricevuto, da un numero sconosciuto, via whatsapp, l’immagine di un pene, accompagnato da proposte indecenti, espresse poi anche a voce, con accento tipico dell’Est». Della serie: non solo rapinatore e (quanto meno se non ladro) ricettatore, ma anche molestatore seriale di donne.

Uno sviluppo incredibile quello avuto dall’arresto del 27enne dopo il colpo un negozio di ricami in via Prione: aveva rubato il portafogli e il cellulare di un addetto. Un arresto, formalmente eseguito dalla volante, ma conseguenza del ‘placcaggio’ ad opera di due sportivi, un atletico 20enne e l'allenatore in seconda dello Spezia Roberto Chiappara.

Il primo, in sella ad una bici, è stato il vero protagonista della cattura là dove si è posto davanti al ladro in fuga, raccogliendo il richiamo del derubato. E’ stato travolto ma è riuscito a rialzarli e a lanciarsi all’inseguimento del fuggitivo. Operazioni riuscita, grazie anche al concorso di Chiappara che, esaurito il bel gesto, ha lasciato la scena. Con l’arrivo delle volanti è stato restituito il maltolto all’esercente e per il 27enne, romeno già colpito da tre ordini di allontanamento dall’Italia da parte del Questore di Pesaro per altri reati, sono emersi gli dettagli piccanti. L’arrestato aveva con se uno smartphone della Samsung con il quale millantava di voler chiamare la sorella. Peccato che nemmeno quello fosse suo e che nella rubrica erano presenti i contatti femminili che hanno ricevuto dall’uomo decine di foto del suo pene e inviti indesiderati a notti roventi.

A scoprirlo, come detto, sono stati i poliziotti dopo aver rintracciato i legittimi proprietari dello smartphone, sul quale successivamente il romeno aveva inserito una sua sim, per poi ’pescare’ nella rubrica interna dell’apparecchio e rendersi protagonista di una raffica di molestie a sfondo sessuale, circa trenta. Il 27enne oltre che essere arrestato è stato denunciato per ricettazione. Ieri, l’inizio del processo per direttittima, con l’accusa sostenuta dal pm Alessandro Casseri. Il giudice Elisa Scorza ha convalidato l’arresto e disposto per l’indagato, difeso dall’avvocato Marcello Luccherse, l’obbligo di dimora a Genova, città dove risiede.