La Spezia, 17 giugno 2017 -  Lo ha ammesso lui stesso, interrogato dai carabinieri: «Mi sono masturbato nell’auto... ero in preda all’eccitazione dopo aver visionato alcune riviste pornografiche che avevo ritrovato durante le pulizie di una cantina. Nessun interesse morboso nei confronti dei bambini, che nemmeno ho visto circolare nella zona...». Così un uomo di mezza età, senza una professione stabile, sposato e padre di famiglia si è difeso nel faccia a faccia davanti ai militari dell’Arma che lo avevano convocato in caserma dopo la sua identificazione come proprietario dell’auto che, alcuni giorni fa, si trovava nei pressi di un’area parco, frequentata dai bambini, a confini fra il Comune della Spezia e quello di Arcola.

Era stata una donna a mettere i carabinieri sulla pista dell’uomo. Aveva registrato il numero della targa dell’auto nella quale lo stesso si trovava quando, senza scrupoli, si era lasciato andare. Sguardo perso, mani incalzanti all’altezza del pube. Atteggiamenti proibiti in luogo pubblico, tanto più gravi in aree frequentate da bambini, come quella teatro dell’evento. Ed è stata proprio questa circostanza a fare scattare il procedimenti penale.

Lo scorso anno infatti il reato ’semplice’ di atti osceni è stato depenalizzato e la sanzione prevista è solo quella di una sanzione amministrativa da 5 mila a 50mila euro. Ma in questo caso siamo di fronte all’ipotesi aggravata prevista quando il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi frequentati da minori. Una fattispecie penale, quella, infatti, contestata all’uomo indagato che, ieri, come detto, è stato chiamato a difendersi. Lo ha fatto assistito dall’avvocato Fulvio Biasotti, negando interessi pedofili. «Avevo parcheggiato l’auto in quel punto perchè era un luogo un po’ defilato» di sè giustificato. Ma una mamma, dallo sguardo vigile, lo ha colto nel suo autoadoperarsi alla ricerca del piacere sessuale.