La Spezia, 8 gennaio 2018 - NELLA DENUNCIA fai-da-te per circonvenzione di incapace aveva riferito di aver ricevuto una serie di foto di donna in abiti succinti sostenendo che gliele avesse fornite colei che, a suo dire, si stava prendendo gioco di lui per spolparlo e che già aveva incamerato 870mila euro. “Si tratta di foto di lei quando era giovane… voleva così ammaliarmi perché cedessi alle sue lusinghe”, aveva detto agli inquirenti, l’anziano novantenne, entrato in relazione con la donna spezzina, di 38 anni, sulla scia della comune ‘passione’ per il duce Benito Mussolini. Con tanto – nella primavera del 2015 – di visita omaggio e preghiere comuni davanti alla tomba di Predappio: lui ex esponente della Repubblica sociale, lei animatrice di un movimento social-nazionalista. Quelle foto, come altri elementi da lui indicati a dimostrazione della beffa patita, si sono risolti in un boomerang, per effetto delle investigazioni difensive: “Carte bluff, elementi di prova ora corredo della denuncia per calunnia e frode processuale” sostengono gli avvocati Giovanna Rossi e Sandra Biglioli nella relazione depositata in cancellerie. Le foto osé, infatti, non erano della donna che lui aveva denunciato ma ritraevano una porno attrice a lei abbastanza simile. Lo ha dimostrato il perito informatico di parte, Antonio Cilli, che ha svelato questa e altre macchinazioni.

UN VERO colpo di scena quello che si è materializzato nel fascicolo dell’incidente probatorio che lunedì prossimo, su richiesta del pm Federica Mariucci, approderà al vaglio del gip Mario De Bellis, per l’udienza finale. Non la sola sorpresa. Perché le indagini difensive si sono spinte a dimostrate che quel novantenne – secondo un certificato medico affetto da demenza senile, con problemi di deambulazione e quasi sul lastrico per effetto delle dazioni di denaro erogate alla donna – faceva una bella vita: residente a Mentone in una casa di proprietà in un quartiere residenziale, titolare di un appartamento in affitto a Montecarlo, con canone trimestrale di 7mila euro, proprietario di un’Audi A1, abituale frequentatore di ristoranti e alberghi di lusso, interessi pregressi e attuali in Argentina dove aveva vissuto a lungo dopo la fuga dall’Italia per trovare riparo nel dopoguerra. Lo evidenziano documenti, video e foto depositati in cancelleria a corredo della relazione sulle indagini difensive svolte dalla Intelligo srl di Forlì.

FRA LE RIPRESE spia anche quelle che lo ritraggono, in atteggiamenti confidenziali, con una giovane donna e che lo vedono porsi alla guida della vettura, in scioltezza e per lunghe tratte. A tutto ciò si aggiungono le conclusioni dell’accertamento psichiatrico del perito nominato dal gip, il professor Gabriele Rocca: “L’uomo è nel pieno possesso delle facoltà mentali”. Una certificazione che sposa gli assunti del consulente messo in pista dall’indagata, il dottor Leonardo Moretti. E quella montagna di denaro messa a disposizione della donna? “Regali mossi da volontà spontanea, senza sollecitazione alcuna” dicono gli avvocatesse Biglioli e Rossi, passate al contrattacco.

Corrado Ricci