La Spezia, 14 giugno 2017 - AL CULMINE della lite, lei, gelosa per i comportamenti del marito, non avrebbe esitato a estrarre un coltello dalla borsetta e a colpire il consorte all’addome, ferendolo. Una scena di sangue finita sotto gli occhi dei molti passanti che popolavano via XXIV Maggio, e che potrebbe ben presto tenere banco anche in un’aula del palazzo di giustizia spezzino. Protagonista della vicenda è una donna di 33 anni, originaria dell’Ecuador (omettiamo le generalità a tutela della parte offesa) indagata per lesioni personali aggravate.

VITTIMA dell’aggressione, il marito, connazionale e coetaneo. Una vicenda, quella che ruota attorno alla coppia sudamericana, contrassegnata dalla gelosia: quella della donna nei confronti del marito, considerato ‘colpevole’ di atteggiamenti poco consoni al ménage familiare. Così, in quel pomeriggio dell’aprile di tre anni fa, la lite è finita nel sangue, con la vicenda che, inevitabilmente, è finita al vaglio della Procura dopo la denuncia partita a seguito del ricovero in ospedale dell’uomo. Il pubblico ministero Claudia Merlino, in questi giorni ha notificato alla donna sudamericana l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, con la trentenne che, assistita dagli avvocati Simone Serafini e Michele Fiore, potrebbe decidere di farsi ascoltare dal pubblico ministero per raccontare la propria versione dei fatti e cercare così di evitare che la vicenda sbarchi davanti al giudice per l’udienza preliminare.

La donna, infatti, sostiene di essersi difesa, ovvero di aver reagito a un’aggressione che sarebbe stata perpetrata dal marito al culmine del litigio. Certo è, secondo il pm, che la trentenne sudamericana ha estratto dalla propria borsetta un piccolo coltello, con la lama lunga cinque centimetri, per poi colpire il marito, davanti agli occhi increduli e un po’ spaventati di alcuni cittadini che affollavano via XXIV Maggio. La donna ha colpito l’uomo con un fendente all’addome: immediati i soccorsi, con l’uomo che dopo i primi accertamenti dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea era stato successivamente ricoverato. Le ferite – un taglio alla pancia e alcune ferite al braccio sinistro riconducibili ai graffi inferti dalla donna – erano state giudicate guaribili dai medici in otto giorni.