Grosseto, 16 giugno 2017 - Piedi ben saldi per terra, passione, settore giovanile e conti societari visibili all'Amministrazione comunale ed alla tifoseria. La storia dell'Us Grosseto riparte da quattro basi solide. Solide come la voglia di mettersi in gioco della famiglia Ceri, che mercoledì sera ha incontrato – nelle persone di Mario e Simone – circa 300 tra tifosi e simpatizzanti del Grifone. La famiglia Ceri, protagonista della rinascita del Roselle – da società sparita dopo qualche campionato in Seconda categoria al sogno della serie D - sarà la prossima proprietaria dell'Us Grosseto. Il marchio infatti sarà regalato da Piero Camilli, che lo detiene ancora, ai Ceri che entro il 26 dovranno fare il passaggio di denominazione da Roselle a Us Grosseto. La matrice resterà del Roselle, il nome tornerà Us Grosseto. “Vogliamo puntare sull'impiantistica che stiamo per costruire a Roselle – hanno spiegato Mario e Simone Ceri ai tifosi accorsi all'Hotel Airone -, e sul settore giovanile. Perché dal settore giovanile passa il futuro. Dobbiamo investire sui giovani, visto che di soldi in giro non ce ne sono molti. Sudore, sacrificio e zero pretese saranno le nostre prerogative”. Il futuro del Grifone passa dalle mani della famiglia Ceri che ha incontrato i tifosi per spiegare il proprio progetto e, nel caso qualcuno fosse contrario, sarebbero pronti a tirarsi indietro. Nessuno però, durante l'incontro, si è opposto. Anzi. “Ripartiremo dall'Eccellenza – hanno detto -. La soluzione Mansi per la categoria (serie C ndr) sarebbe stata quella migliore ma non ha voluto. Partiremo da dove siamo, quindi dall'Eccellenza. Con una buona squadra, e proveremo a vincere il torneo come quest'anno. Vogliamo inoltre che l'assessore allo Sport ed un rappresentate dei tifosi siano dentro al consiglio di amministrazione per vigilare sui conti”. Niente promesse impossibili da mantenere insomma, niente spese folli. Ma piedi saldi per terra. “Andremo in Federazione per chiedere chiarimenti in merito alla Fc Grosseto – aggiungono -, che se si iscriverà sarà un problema, anche se lo farà in Terza categoria. Non vogliamo fare voli pindarici, perché la nostra dà lavoro a 200 famiglie e non vogliamo metterla a repentaglio”.