Grosseto, 29 agosto 2017 - Uscire a testa alta, anzi altissima, dall'Armando Picchi non è da tutti. Soprattutto se ti chiami Gavorrano ed una un budget che rappresenta un terzo della spesa del Livorno. Davide ha messo paura a Golia, il Gavorrano ha sfiorato il colpaccio a Livorno, con gli amaranto che a pochi minuti dalla fine dell'incontro hanno trovato il gol del 2-1 dopo essere stati sotto nel primo tempo. Zero punti ma un buon esordio per i maremmani in serie C: non poteva esserci forse esordio peggiore, eppure i ragazzi di Bonuccelli hanno fatto vedere quanto di buono sono in grado di fare sul rettangolo di gioco.

Dopo un gol fortunato, ma voluto, di Lombardi, su assist di Mosti, il Gavorrano è andato all'intervallo avendo però sprecato almeno altre due occasioni da rete non capitalizzate. Nel secondo tempo uno svarione di tutta la linea difensiva ha consentito al Livorno di pareggiare, e poi nel finale un super gol di Pedrelli ha chiuso i conti.

Un gol arrivato per un fisiologico abbassamento del baricentro dei maremmani che nella ripresa hanno faticato ad uscire dalla propria metà campo. Colpa di uno svarione difensivo, ma anche di una maggior esperienza del Livorno che in campo aveva giocatori ben più avvezzi a giocare certe partite.

“Se non si sfruttano le occasioni da rete come quelle che abbiamo avuto nel primo tempo è poi normale che si posso subire il rientro degli avversari – spiega Filippo Vetrini, direttore generale dei minerari -, la qualità alla lunga viene fuori in questo campionato. Il Livorno è una squadra importante. C'è rammarico per il risultato perché per quanto dimostrato in campo abbiamo fatto vedere che in questa serie C noi ci possiamo stare alla grande”.

Oggi la ripresa degli allenamenti, dove saranno valutati Lombardi, uscito per un colpo alla coscia, e Mosti, a causa dei crampi. “Dispiace per la sconfitta – precisa Vetrini -, ma se giocassimo sempre così credo che non avremmo problemi a salvarci. Resta da valutare alcune situazioni contro squadra meno blasonate del Livorno, quando inconsciamente i ragazzi non riescono ad esprimersi come sanno”.