Grosseto, 22 novembre 2017 - S’interrompe a Pontedera la striscia vincente della Gea Cooplat nel campionato di serie D. Senza Furi, Contri e Zambianchi, i grossetani sono incappati in una brutta sconfitta (68-48 il finale), al termine di una gara che li ha sempre visti soccombere ad un Bellaria Cappuccini non trascendentale, che ha avuto il merito di sfruttare le occasioni capitate. La Cooplat ha disputato la peggiore partita della stagione sotto l’aspetto delle percentuali al tiro. A partire dal capitano Santolamazza (che ha messo a segno solo un tiro libero) su una quindicina di tentativi da due e tre punti, la squadra ha avuto le polveri bagnate per tutto l’incontro e non ha mai dato l’impressione di poter rientrare in partita. Il coach David Furi si è presentato al salto a due con un quintetto composto da Santolamazza, Dolenti, Ricciarelli, Romboli e Pierozzi e non sono serviti alcuni cambi per dare più vivacità ad una formazione spenta che in tutto il match ha perso anche tredici palloni, recuperandone appena nove contro un avversario che prima di questo incontro aveva vinto un solo match. Meritata comunque l’affermazione dei pisani, trascinati da Leonardo Chiarugi (top scorer con 17 punti), che ha subito messo in soggezione la Gea, insieme a Manfredini e Romiti, che hanno subito messo insieme un break con due bombe a inizio gara. Una sconfitta da dimenticare immediatamente per i grossetani, per tornare a ridosso delle zone alte della graduatoria. A Pontedera è stato ribadito il problema che affligge la Gea, che continua ad adeguarsi all’avversario. Con il Cus Pisa era riuscita a spuntarla di misura, ma stavolta non è riuscita a cambiare l’inerzia ad una partita che sulla carta doveva essere favorevole al quintetto in maglia biancorossa. «Non abbiamo fatto canestro - è i’amaro commento dell’allenatore David Furi - e nei primi due tempi non abbiamo neanche difeso, facendo segnare 37 punti ai nostri avversari. Ci mancavano tre elementi importanti e purtroppo i sostituti non hanno risposto presente. Se fuori casa non arrivi a cinquanta punti fai fatica a vincere».