Grosseto, 24 maggio 2017 - Lavoratori e rappresentanti sindacali della Provincia di Grosseto ancora in piazza, ieri mattina, per protestare contro lo stallo dell’ente provinciale determinato dal mancanto rimpinguimento delle casse da parte dello Stato. Accanto ai lavoratori e ai loro rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil (oltre alla Rsi) anche il presidente della Provincia di Grosseto, Antonfrancesco Vivraelli Colonna.

«Ho voluto essere vicino ai dipendenti della Provincia che combattono una battaglia che appartiene a tutti - ha detto il presidente–sindaco – Una mancanza di risorse pericolosa che abbiamo voluto denunciare con una rivendicazione potente ed il supporto di tutti. Questo perché sappiamo quanto la situazione sia gravissima e quanto si in ballo la sicurezza dei cittadini: la Provincia non è in grado di garantire né la manutenzione ordinaria né quella straordinaria né gli interventi necessari ed urgenti di tutte le strutture, nella viabilità ed edilizia, né dei mezzi strumentali come spazzaneve, turbine, spalatori, mezzi meccanici. Il pericolo prevedibile è l’interruzione di pubblici servizi con grave danno alla pubblica incolumità. Ai dipendenti e ai sindacati che stamattina (ieri, ndr) presidiavano piazza Rosselli voglio dire che solo uniti, solo insieme, possiamo vincere la battaglia delle Province. Continuiamo, quindi, a combattere con più tenacia e determinazione di prima».

Il decreto legislativo 50/2017 attualmente in disucssione in Parlamento stanzia 110 milioni di euro quando, invece, ne sarebbero necessari 650. «In Provincia di Grosseto – scrivono i sindacati – allo stato attuale mancano circa 6 milioni di euro per la redazione ed approvazione del bilancio, risorse indispensabili per l’erogazione dei servizi legati all’attività istituzionale e per non incorrere nel dissesto finanziario. A fronte di questa necessità nella Provincia di Grosseto sono ormai più di 300 i chilometri di strade che per mancanza degli standard minimi di sicurezza sono interessati da anni dalla riduzione di carreggiata a causa della presenza di frane, oppure sono sottoposti a forti limiti alla velocità dei veicoli oppure alla interdizione al transito di cicli e motocicli. Tutto questo non per mancanza di volontà ma per mancanza di risorse. Molto complessa anche la situazione dell’edilizia scolastica per la quale servirebbero circa 5 milioni di euro nella maggior parte dei casi necessari ad interventi straordinari che, se non realizzati, potrebbero mettere a rischio il regolare avvio del prossimo anno scolastico». Sindacati e lavoratori sono stati ricevuti dal vice prefetto Manzo che ha assicurato il proprio impegno a sollecitare il Governo su questo tema.