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Una piazza per Bettino
"Siamo stati tra i primi"

L'ex sindaco Antichi orgoglioso di una scelta maturata già nel 2001

Piazza Bettino Craxi: chi la sostenne ora è nell'Idv. Cosa ne pensi? Dì la tua

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Bettino Craxi
Bettino Craxi

Grosseto, 21 gennaio 2010 - Sono ormai passati sette anni e salvo la solitaria incursione "straniera" di un giornale on line, piazza Bettino Craxi vive a Grosseto nel rione Gorarella senza clamori: accettata e spesso gradita. Bettino era morto da poco più di tre anni quando Alessandro Antichi, allora sindaco di Grosseto, scoprì il cartello stradale in una calda giornata di fine luglio. Piazza Craxi era stata voluta da Rosario Ginanneschi, dirigente socialista, scelto da Antichi per un incarico in giunta. Il prefetto Stefano Narduzzi, giunto da poco in Maremma, firmò senza problemi il nulla osta necessario per coloro a cui, morti da meno di 10 anni, si intende intitolare una strada o una piazza. Addirittura ad una via dedicata a Craxi la giunta Antichi aveva pensato fin dal 2001 ma proprio l’impedimento dei 10 anni dalla scomparsa, aveva costretto a rimandare ogni proposito.
 

 

Antichi, lo rifarebbe?
"Certamente, ne vado orgoglioso. Siamo stati tra i primi comuni italiani ad avere Craxi nella toponomastica e non abbiamo avuto resistenze dalla popolazione. Anzi. Credo che la toponomastica debbe essere lo specchio della memoria civica e Bettino fa parte della nostra storia. Mi fanno sorridere i discorsi sulle condanne. Con questa logica non dovrebbero esistere vie dedicate a Giuseppe Mazzini e, per restare sul locale, a Davide Lazzaretti. Per non parlare di via Unione sovietica che non mi sognerei di eliminare.Pensi che abbiamo anche una via a Randolfo Pacciardi. E anche quella fu una scelta giusta proprio come quella di piazza Craxi".
 

Nessun pentimento quindi?
"Non ci penso neanche nonostante ogni tanto si levi qualche isolata e spesso sguaiata voce di dissenso sempre però estranea alla città di Grosseto e alla Maremma".

di Fiorenzo Bucci

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