Grosseto, 22 marzo 2017 - Il caporalato al centro di una riunione congiunta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dai prefetti di Siena e Grosseto. Una riunione che si è tenuta ieri a Siena alla presenza dei Procuratori della Repubblica delle due province, dei rappresentanti delle forze dell’ordine e dei direttori provinciali del lavoro. Negli utlimi tempi nei territori a vocazione vitivinicola a confine tra le due province si sono verificati fenomeni di sfruttamento del lavoro agricolo che hanno appunto indotto i prefetti di Siena e Grosseto a organizzare uno specifico piano di contrasto anche alla luce della recentissima legge sul caporalato. Al centro delle attenzioni delle istituzioni c’è il cosiddetto lavoro «a nero».

«Sono stati esaminati – si legge in una nota della prefettura di Grosseto – i profili di novità introdotti dal legislatore nella normativa penale di settore con la legge 199/2016, al fine di concertare, attesa la contiguità dei territori interessati dai citati fenomeni e la presenza di una forza lavoro itinerante nelle aree confinanti tra le due province, iniziative di prevenzione e contrasto dell’illegalità nel mondo del lavoro, attraverso l’individuazione di criteri e modalità di pianificazione di iniziative da realizzarsi sul territorio anche in modo sinergico tra le Istituzioni competenti, per verificare che l’accesso al mondo del lavoro della manodopera nel settore agricolo e vitivinicolo, che interessa soprattutto forza lavoro proveniente dall’estero, avvenga nel rigoroso rispetto delle stringenti normative di settore e sanzionare nei modi di legge le pratiche di assunzione od impiego di personale in violazione delle leggi vigenti».

Il comitato per l’ordine e la sicurezza ha anche indicato la via del coinvolgimento del mondo imprenditoriale nello sviluppo di buone pratiche in grado di concorrere positivamente alla riduzione dei fenomeni di sfruttamento. «Si pensa anche – conclude la nota diramenta dalla prefettura di Grosseto – alla possibilità di addivenire alla stipulazione di un Protocollo d’intesa per assicurare il migliore coinvolgimento possibile di tutte le Istituzioni, pubbliche e private, operanti nel settore».