Grosseto, 29 marzo 2017 - Cinquantacinque milioni di euro e rotti. Negli anni della crisi economica più violenta di tutti i tempi, la Cassa Edile della provincia di Grosseto ha riversato sul territorio un’ingente quantità di denaro interamente destinata ai lavoratori del comparto edilizia iscritti e alle loro famiglie. Erogazioni avvenute tramite il versamento della gratifica natalizia (40, 2 milioni di euro), il riconoscimento dell’anzianità professionale (10,9 milioni di euro), i rimborsi alle aziende per malattie e infortuni degli operai (1,4 milioni di euro) e altre prestazioni assistenziali (2,7 milioni di euro). DATI che certificano l’importanza del ruolo territoriale della Cassa Edile in termini di competitività e welfare. Perché oltre a offrire coperture economiche di prestazioni dalle quali i lavoratori dell’edilizia sarebbero esclusi con altro tipo di contratti, la Cassa Edile ha alleggerito la pressione contributiva a carico delle imprese. L’aliquota riferita all’anzianità professionale edile (in breve, Ape), ad esempio, è passata dal 3,80% al 2,80%.

La Cassa Edile farà fronte alla differenza negativa tra quanto riscosso a titolo di Ape e quanto necessario per liquidare questo importante emolumento del trattamento economico a favore delle maestranze edili (scatti periodici di anzianità) attingendolo da apposite riserve. Questi dati sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina nella sede della Cassa, in via Monterosa, alla presenza del presidente dell’ente, Bruno Rosi (nominato dall’Ance), del vice presidente Gianni Bracciali (nominato dai sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil) e del direttore Alessandro Galli. Numeri accompagnati da altre informazioni statistiche relative agli anni della crisi economica (dal 2008 a oggi) che evidenziano le gravissime difficoltà dell’edilizia soprattutto fino a tutto il 2016. Le previsioni per l’anno in corso e per il 2018 sono leggermente più positive, immaginando di confermare gli stessi numeri del 2016, ma la situazione non è delle migliori. «Nonostante ciò – ha detto il presidente della Cassa, Bruno Rosi – abbiamo risorse sufficienti per continuare a erogare prestazioni per i prossimi 20 anni, quindi le maestranze possono contare su di noi». Prendendo a riferimento i numeri del 2008, i lavoratori impiegati nell’edilizia monitorati da Cassa Edile si sono più che dimezzati, passando da 5629 unità a 2754. Le imprese sono scese da 999 a 600; le compravendite di immobili da 3666 a 2485 (–44%).