Grosseto, 10 marzo 2017 - La Maremma dà segnali di ripresa. Non strutturali, per il momento, ma sicuramente incoraggianti. Il fronte migliore è quello dell’artigianato. Nel 2016 la forbice negativa tra le imprese che hanno aperto e quelle che hanno chiuso i battenti si è assottigliata. Lo dice il centro studi di Confartigianato che ha elaborato i dati Unioncamere-Infocamere. Dal report emerge un trend definito «in miglioramento» con una delle migliori performance in Italia, relativamente al rapporto natalità/mortalità delle imprese.

In particolare in provincia di Grosseto, al 31 dicembre 2016, si contavano 5.783 imprese artigiane registrate, con 399 iscritte nel corso dell’anno e 406 che invece hanno cessato l’attività. Saldo comunque negativo di 7 unità e un tasso di variazione pari a -0,1%, ma che fa piazzare la Maremma al quarto posto in Italia tra le province con la migliore performance, visto che nel 2015 il Grossetano aveva fatto registrare un tasso negativo -0,7%. Infatti a livello provinciale, in Italia, la dinamica demografica delle imprese mostra per il 2016 un tasso di variazione positivo solo per Milano (+0,4%) e la Provincia autonoma di Bolzano (+0,2%), mentre Imperia è stabile. Dietro, tutte le altre. E al gruppo di «inseguitrici» in testa c’è la Maremma.

"Sono numeri che fanno indubbiamente piacere – dice Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Imprese Grosseto – e che ci danno fondate speranze che, dopo una crisi devastante che ha fatto sentire i suoi effetti anche in Maremma, il cammino verso la ripresa sia cominciato davvero. Ma non solo. Perché questi numeri rappresentano la conferma di una strategia alla quale crediamo fermamente: le piccole e medie imprese artigiane, infatti, rappresentano uno dei motori più importanti per la ripresa dell’economia, se non il più importante in assoluto. Imprese la cui attività merita tutto l’aiuto possibile, per quanto di competenza, dalle istituzioni".