Grosseto, 27 settembre - «Mai un argomento fu più appropriato come quello che sarà al centro dell’incontro che abbiamo organizzato per giovedì (domani, ndr) al Polo Universitario di Grosseto». Così Enrico Rabazzi, presidente di Cia Grosseto, esordisce per presentare l’iniziativa con la quale la Confederazione italiana agricoltori di Grosseto celebrerà i suoi primi 40 anni di vita. Domani alle 9.30, nell’aula magna del Polo universitario grossetano, infatti, si terrà la conferenza dal titolo «Acqua, suolo e Ambiente – Gestione, tutela e salvaguardia del territorio».

«Se ancora vi fosse qualche dubbio – riprende Rabazzi – il 2017 ha dimostrato come il rapporto tra agricoltura e cambiamenti climatici è molto stretto e, allo stesso tempo, molto complesso. Un tema che non interessa solo noi che lavoriamo nel settore ma riguarda il futuro del territorio e il futuro dei prodotti che portiamo in tavola». Saranno presenti all’iniziativa il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, quello regionale Luca Brunelli e, ovviamente, Enrico Rabazzi presidente Cia Grosseto. Ospiti anche Luca Sani presidente della XIII Commissione Agricoltura, il Sottosegretario all’ambiente Silvia Velo, l’assessore regionale Marco Remaschi, il consigliere regionale Leonardo Marras, il direttore regionale Cia Giordano Pascucci e altri rappresentanti delle istituzioni.

«Siamo di fronte ad una popolazione mondiale che ha sempre più fame e che cerca cibo di qualità, e a un mondo agricolo che è sull’orlo di una crisi irreversibile – dicono dalla Confederazione – per questi motivi siamo preoccupati e consapevoli che non è più possibile sottovalutare il binomio clima-agricoltura. Servono studi adeguati e politiche mirate serve una nuova agri-cultura. Questi cambiamenti influiscono sul nostro modo di lavorare, di vivere, di essere agricoltori. Le bizzarrie degli ultimi anni hanno seriamente messo a rischio la resa di molte colture generando un futuro nebuloso e poco rassicurante».

«Che questi mutamenti non siano più fatti eccezionali ma consolidati oramai è una realtà quotidiana – continuano i dirigenti Cia – e questo è sotto gli occhi di tutti. Per questo la politica, la ricerca e gli esperti devono agire urgentemente in collaborazione con il mondo agricolo. Dobbiamo passare dalla fase emergenziale a quella della progettualità esecutiva; la siccità che ha caratterizzato questa estate ha riaperto il dibattito sulla necessità di realizzare invasi e infrastrutture che permettano di accumulare riserve di acqua».

«E non solo – concludono dalla Cia – siamo intenzionati a fare pressioni sull’Autorità idrica affinché faccia tutto il possibile per garantire un giusto e razionale uso dell’acqua. Festeggiamo i nostri primi 40 anni guardando avanti. Nostro compito è, e rimarrà sempre, quello di tutelare il settore primario affrontando temi di ampio respiro proprio come quello del corretto uso dell’ acqua».