Le ossa di Caravaggio
restano esposte
fino al 20 luglio
Custodite in una teca di vetro, sono tornate oggi a Porto Ercole le ossa di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. La teca è stata trasferita a Forte Stella, dove resterà esposta fino al 20 luglio
Monte Argentario (Grosseto), 3 luglio 2010 - Custodite in una teca di vetro, sono tornate oggi a Porto Ercole le ossa di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. I resti sono stati trasportati via terra, da Caravaggio (provincia di Bergamo), paese natale del maestro lombardo, a cala Galera, a sud est del promontorio dell' Argentario. E da qui a Porto Ercole, dove Caravaggio trovò sepoltura, a bordo del brigantino a due alberi 'Barbarossa' di Cesare Previti. La teca è stata accompagnata per tutto il percorso dal presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei Beni storici, culturali e ambientali Silvano Vinceti. Sul brigantino era presente lo stesso Previti.
Si conclude così la disputa tra il Comune toscano, dove Caravaggio morì per un infezione intestinale, e la Lega Nord che aveva chiesto che i resti fossero tumulati al Famedio di Milano. Ad attendere il due alberi c'erano i sindaci di Monte Argentario, Arturo Cerulli, e Caravaggio, Giuseppe Prevedini, il vecisindaco di Ravenna, Giannantonio Mingozzi, e il
vicesindaco di Roma, il senatore Mauro Cutrufo. I resti di Michelangelo Merisi, o, piu' probabilmente, Merisio, detto il Caravaggio (Milano, 29 settembre 1571-Porto Ercole, 18 luglio 1610), sono stati esposti sulla banchina del porto per circa un'ora mentre nella chiesa di Porto Ercole il sottosegretario della Pontificia commissione per i Beni Culturali della Chiesa, monsignor Manuel Del Rio Carrasco, ha celebrato la messa di suffragio per il pittore lombardo. In serata, la teca è stata trasferita a Forte Stella, dove resterà esposta fino al 20 luglio.
25/11/2011 - Grosseto
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