Grosseto, 5 febbraio 2018 - QUELLA BARCA la voleva vendere lui e l’acquirente cui l’aveva promessa intendeva comprala a qualsiasi costo. Considerando che proprio il costo era di «gran favore». Il bene conteso era una barca di proprietà della società Marine Supply e valeva ben più degli undicimila euro che Carmine Strazzella, 59 anni, della provincia di Foggia, aveva chiesto al suo cliente per cedere l’imbarcazione. Ma quest’ultima non era di Strazzella. Bensì della Marine, azienda dove l’imputato all’epoca dei fatti lavorava come dipendente addetto alle vendite. Per poterla cedere al cliente bramoso di averla a un prezzo obiettivamente inferiore a quello di mercato che era stato valutato in sedicimila euro, l’imputato si era finto proprietario del natante, fino al punto di assicurare all’ignaro, in un primo momento, che poteva cederla seduta stante con una scrittura privata.

QUALCOSA però non aveva convinto il cliente, che prima di apporre la propria firma aveva deciso di incontrare il titolare dell’azienda dove l’imputato lavorava. Incontro dal quale l’uomo aveva capito che quella barca a undicimila euro non l’avrebbe mai acquistata, per due ragioni: la prima perché quello non era il reale prezzo e la seconda perché di fatto era già stata promessa in vendita per sedicimila euro a un altro cliente.

QUANTO accaduto dopo e come sia stato possibile che Strazzella, nonostante ricevuta dal cliente, abbia potuto vendere con scrittura privata l’imbarcazione per undicimila euro, è stato oggetto di un processo per appropriazione indebita che ha visto daavnti al giudice proprio il dipendente della società grossetana. Processo in cui è stata ripercorsa tutta la vicenda, con tanto di documentazione portata in aula, scritture e relativi pagamenti. Dichiarazioni del cliente che è rimasto al centro di una controversia e del titolare dell’azienda che ha raccontato come di fatto quando lui stesso parlò con l’acquirente interessato, spiegò chiaramente che quella barca era già stata venduta e al prezzo di sedicimila euro.

AL TERMINE della discussione, il giudice Gian Marco De Vicenzi ha condannato Strazzella a sei medi di reclusione per appropriazione indebita e al pagamento di 300 euro di multa.

cri.ru.