Grosseto, 15 luglio 2017 - Tra i 650 e i 700 milioni di euro all’anno solo nell’Asl Toscana Sud Est di spesa sanitaria privata random, prodotta cioè in maniera casuale a seconda di bisogni specifici e spesso improvvisi dei singoli individui o delle singole famiglie. Una popolazione residente sempre più anziana, legata ai territori di nascita ove spesso viene lasciata dalle generazioni seguenti costrette ad ‘emigrare’ nei grandi centri urbani in cerca di opportunità. Un’incidenza sempre maggiore della solitudine abitativa e una parallela crescente esposizione al rischio di non autossuficienza permanente, determinata, appunto, dall’allungamento delle aspettative di vita.

Collegare tutti questi aspetti, definendone un modello di gestione e coordinamento diventa, dunque, sempre più urgente e indifferibile per assicurare una total care ai cittadini, ove al di fuori della gestione pubblica dei Livelli essenziali di assistenza (i cosiddetti Lea, interamente a carico del Servizio sanitario nazionale) anche la sfera privata possa essere organizzata in forma solidarietaristica e mutualistica per consentire a tutti qualità e sicurezza, ma anche tranquillità economica nell’accesso a prestazioni assistenziali di secondo livello. CON una delibera di fine maggio la Regione Toscana si interroga su questo e ieri, dalla sede di viale Uranio della Fondazione «Il Sole» è arrivata una prima proposta operativa: istituire un Fondo integrativo sociosanitario pluridistrettuale di area vasta. Si tratta di una proposta nata a Grosseto su impulso della Fondazione «Il Sole», che da anni tocca con mano esigenze e opportunità della della disabilità e della non autosufficienza, e sviluppata da un gruppo di lavoro al quale, oltre a Massimiliano Frascino presidente della Fondazione, hanno partecipato anche Fabrizio Boldrini direttore del Coeso, Massimo Campedelli del’Sant’Anna di Pisa, Giovanna Casolaro della Regione Toscana, Paolo Piacentini e Francesca Nisticò dell’Asl Toscana Sud Est, Massimiliano Faraoni del Simurg ricerche. La proposta, accompagnata da uno studio di pre-fattibilità che candida l’azienda sanitaria Toscana Sud Est a sperimentare per prima l’istituzione del Fondo mutualistico privato (la Regione dovrebbe coordonare), è stata presentata all’assessore regionale alla Salute, Stefania Saccardi, presente al workshop. «È importante capire, e siamo qui per questo – ha detto l’assessore Saccardi – come è possibile interagire con tutto ciò che al di fuori dei Lea si muove, appunto privatisticamente, per rispondere ai bisogni di assistenza agli anziani e ai disabili».