Grosseto, 26 novembre 2017 - Forse conviene aspettare ancora qualche giorno prima di spedire letterine a Babbo Natale. Perché nelle cassette delle poste di 13mila grossetani stanno per arrivare ben altre missive. Si tratta di altrettanti avvisi bonari di riscossione inviati dall’Azienda sanitaria locale Toscana Sud Est che prosegue le attività intraprese per il recupero dei crediti e in particolar modo dei ticket non pagati a fronte delle prestazioni eseguite ai cittadini.

A Grosseto e provincia pare siano in 13mila i cittadini che nel 2015 e nel 2016 o hanno usufruito di prestazioni sanitarie specialistiche e si sono dimenticati di pagare il ticket; o avevano prenotato visite specialistiche e poi si sono dimenticati di andarci; oppure hanno sottoscritto autocertificazioni mendaci. Per ciascuna di queste tre tipologie di mancanza Asl Toscana Sud Est deve recuperare una cifra il cui ammontare complessivo non è stato reso noto. Per questo, dunque, ha inviato un primo avviso bonario, che non è una ingiunzione di pagamento ma un invito – seppur pressante – a saldare le posizioni irregolari. I dati vengono estratti dalla procedura informatica con il supporto dell’Ict di Estar; l’Ufficio Recupero Crediti della Usl provvede a verificare i maggiori errori o inesattezze e invia queste note di pagamento agli utenti, attraverso un avviso bonario, non soggetto a notifica, che invita il cittadino ad adempiere al pagamento o a segnalare eventuali errori o inesattezze tramite fax o mail, utilizzando un modulo ad hoc allegato alla stessa lettera.

Nel caso in cui il cittadino abbia ricevuto un’errata richiesta di pagamento e abbia pagato nuovamente il ticket, si procederà al rimborso.

Entrando nei dettagli delle tipologie di richiesta, gli avvisi in partenza sono sostanzialmente di tre tipi: per prestazioni erogate e ticket non pagato, visite non disdette e autocertificazioni mendaci.

Per il ticket non pagato sono avvisi relativi a prestazioni effettuate dall’utente per le quali non risulta pagato il ticket. Per le visite non disdette la normativa regionale prevede sanzioni amministrative (in pratica delle multe) per non aver provveduto alla disdetta della prenotazione nei tempi stabiliti. Per le «autocertificazioni mendaci», viene notificato un verbale di accertamento ad utenti che hanno sottoscritto autocertificazioni che sono risultate non veritiere (in base a riscontri incrociati).