Grosseto, 19 maggio 2017 - A Roma per difendere la Provincia. Il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha portato nella Capitale la richiesta di garantire servizi ai cittadini. Strade insicure, edifici scolastici bisognosi di interventi, manutenzioni stradali e del verde assenti, protezione civile carente. Vivarelli Colonna, insieme a una folta delegazione di dipendenti della Provincia, ha partecipato all'iniziativa organizzata da Upi nazionale per garantire i servizi dell'Ente erogati ai cittadini.

“Non ho memoria di una tale pervicace insistenza e aberrante negazione di principi costituzionali e diritti democratici – ha detto il presidente -, portati caparbiamente fin dentro i nostri territori a distruggere scuole e strade, con tale devastazione e danno criminale, tali da richiedere il ricorso alla legittima difesa se agissero di notte”. Vivarelli Colonna ha invocato il senso di giustizia e delle istituzioni, indipendentemente dall’appartenenza politica o credo ideologico.

“La Provincia di Grosseto, caratterizzata da un territorio vastissimo ma scarsamente popolato – ha aggiunto -, ha necessità tutte specifiche che si sommano alla nutrita serie di criticità causate dalla precaria situazione contingente. Nella provincia di Grosseto sono circa 10 chilometri di strade interessati, da oltre due anni, dalla riduzione di carreggiata con regolamentazione del traffico a senso unico alternato, a causa della presenza di frane. A causa della impossibilità di procedere con regolarità alla manutenzione, ci sono circa 264 chilometri di strade provinciali dove sono posti limiti alla velocità dei veicoli per mantenere standard di sicurezza accettabili. Da oltre due anni non è stato possibile effettuare gare di affidamento per la messa in opera di segnaletica orizzontale e di sostituzione delle barriere metalliche che debbono essere sostitute; non è possibile neppure provvedere a tagliare con puntualità e rapidità la vegetazione da banchine e pertinenze stradali”.

Problema scuole. “Quasi tutti gli edifici scolastici devono essere monitorati ed adeguati alla normativa antisismica: solo pochi giorni fa mi sono trovato nella sfortunata condizione di dover considerare la chiusura di tutti e 32 edifici scolastici appartenenti al patrimonio provinciale. Il servizio di protezione civile non può essere regolarmente garantito. È necessaria adesso una legittima difesa dei nostri territori e della popolazione che lì vive e lavora”. In futuro sarà organizzata una protesta che arriverà allo stato di agitazione ed al presidio organizzato ad oltranza sia di Montecitorio sia di scuole e strade.