Grosseto, 13 febbraio 2017. La sentenza del Tar sulla questione del “Peep Pizzetti” sarà impugnata dalle cooperative costruttrici al Consiglio di Stato. La patata bollente che da alcuni anni tiene col fiato sospeso cooperative ed assegnatari degli appartamenti nella zona Pizzetti di Grosseto. Il Tribunale Amministrativo Regionale a fine gennaio aveva respinto il ricorso degli assegnatari che avrebbero dovuto pagare il conguaglio sulle case acquistate anni prima. Adesso però la questione arriverà fino al Consiglio di Stato. “La vicenda Pizzetti necessità di alcune puntualizzazioni – spiegano le cooperative La Nuova Grosseto, L'Eclisse, Comit, Cograe, l'Etrusca, La serenissima che avevano costruito nella zona -. Occorre precisare come l’impugnativa al Tar riguardasse solo la legittimità dell’accordo stipulato tra l’Amministrazione e proprietari: non corrisponde al vero quindi che è stato sancito il diritto dell’Amministrazione comunale a richiedere il pagamento ai cittadini. È stato sancito, semplicemente, nel primo grado di giudizio, che l’atto che recepisce l’accordo con le proprietarie del terreno è legittimo. La sentenza del Tar appare censurabile sotto più profili e sarà sicuramente impugnata al Consiglio di Stato, che peraltro non è raro ribalti le sentenze del Tar Toscana”. A rischiare secondo le cooperative sarebbe anche il Comune di Grosseto. “La sentenza - precisano-, pur certamente di rigetto del ricorso, apre lo spazio ad ulteriori azioni di tutela. Il Tar infatti si è espresso più sul metodo che nel merito della vicenda e non ha affatto escluso che il Comune abbia tenuto celate informazioni essenziali alle cooperative al momento della firma, dicendo solo che quel tipo di accertamento non era oggetto di questo giudizio. Per cui le cooperative dovranno fare un'altra azione legale. Anzi il Tar ha sancito, a chiare note, che potrebbe paventarsi per il Comune una responsabilità per danni, da far valere in quest'altro giudizio”. Sulla qualificazione del terreno come edificabile, il Tar ammette la possibilità per le cooperative di impugnare la sentenza della Corte d’appello che ha stabilito il prezzo dell'area espropriata. Queste quindi continuano a ritenere di essere anch’esse parte lesa. “E' evidente – aggiungono -, che sia stato tenuto nascosto, al momento della firma della convezione, che era pendente il ricorso per la valutazione del terreno. Abbiamo intenzione di procedere nelle azioni giudiziarie per tutelare gli assegnatari evitando ogni tentativo di addossare alle stesse colpe inesistenti”