Scarlino (Grosseto), 15 giugno 2017 - Come si fa a spiegare quell'attimo in cui il mondo crolla sulle tue spalle, in cui tutto sembra finire? Quale altra risposta si può dare se non che il destino a volte è segnato? Non c'è modo di rimanere impassibili di fronte alla tragedia di Scarlino. Una donna sorridente e gioiosa di Bagni di Gavorrano, Morena Zinzi, 42 anni, che in quel momento era preoccupata come ogni mamma che sa di avere la figlia in ospedale. La giovane Andrea, 21 anni, ci era finita la sera prima, al Misericordia, perché era rimasta coinvolta in un incidente stradale. Morena, mercoledì mattina, stava andando proprio dalla figlia. Ci stava parlando al telefono quando la comunicazione si è interrotta all'improvviso: rumori indistinti, forse un urlo, la linea che cade e che non torna più. Andrea ha capito subito che era successo qualcosa. 

Più tardi l'auto, la Ford Fiesta di Morena, è stata trovata lungo la Provinciale Scarlinese, all'altezza del bivio per il Casone. Il mezzo distrutto, lei priva di vita. Sbalzata fuori dall'auto e da questa probabilmente travolta. A quel punto la notizia della dinamica dell'incidente, così inaccettabile, così terribile da atterrire anche un cronista navigato, suscita obiezioni di coscienza. La cronaca si ferma, per un segno di rispetto: le notizie vanno date, perché la cittadinanza ha diritto di essere informata, perché la libertà di stampa viene prima di tutto, ma si sta fermi un attimo. Si aspetta che i figli di Morena - oltre ad Andrea c'è anche il minore, di 15 anni - e il compagno vengano informati con tatto, che lo sappiano dalle fonti ufficiali, che venga detto loro cosa è successo nel modo migliore possibile. Perché un modo migliore non c'è, per dare una notizia così, ma almeno evitiamo che lo vengano a sapere aprendo Facebook.

Adesso rimangono poche cose da fare: piangere Morena, questa bella e giovane mamma arrivata in Toscana dalla Lombardia, che lavorava in un ristorante vicino al luogo della tragedia, ma subito dopo pensare ai figli. Al minore, perché a 15 anni si è fragili e c'è bisogno di costruirgli attorno un muro che lo protegga e lo aiuti ad accettare l'inaccettabile, a capire che diventare un uomo forte e responsabile sarà l'unico modo per onorare quella mamma che gli è stata tolta troppo presto; e poi soprattutto ad Andrea, che dovrà affrontare nuvole di pensieri cupi, che dovrà pensare a quante cose sarebbero potute andare diversamente. Dovrà sapere che attorno a lei c'è una famiglia distrutta dal dolore ma non spezzata, una comunità che le vuole bene, che non è sola, che non può farsi colpa del destino.