Grosseto, 13 giugno 2017 - Il "Comitato Pastori d’Italia" è realtà. Presieduto da Mirella Pastorelli e con una trentina di iscritti, tutti titolari di aziende con allevamenti ovini, è stato registrato nei giorni scorsi all’Agenzia delle entrate e si pone l’obiettivo del contrasto con tutti i mezzi leciti possibili del fenomeno delle predazioni. Sia da parte del lupo, sia da parte dei cosiddetti ibridi. Ieri mattina nella sede del Consorzio Latte Maremma la stessa Mirella Pastorelli ha rilanciato la lotta contro la predazione illustrando quali sono state le ultime richieste formulate in un documento che è poi stato ufficialmente consegnato nelle mani dell’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi. I primi due punti racchiudono tutto il senso della lotta che il Comitato Pastori d’Italia vuol portare avanti: allontanare il lupo da tutte le zone di allevamento e consentire l’abbattimento degli ibridi. Oltre a risarcimenti per danni diretti e indiretti che siano realmente ristoratori.

«Su questi due punti – ha detto la Pastorelli incontrando i giornalisti – siamo inamovili e super determinati. Per noi il lupo deve andare da un’altra parte e a tal proposito voglio ribadire alle istituzioni interessate che noi siamo fortemente contrari alla riapertura del parco del lupo al Monte Labro». Il Comitato Pastori d’Italia punta anche alla nascita di un comitato scientifico regionale che studi l’importanza, ai fini sociali e antropici, ma anche economici della presenza degli insediamenti ovini. «Allevamenti – ha aggiunto la Pastorelli – che devono poter essere condotti nella tranquillità e nella redditività di impresa. Noi siamo contrari alle msiure di protezione quali gli ovili o i cani da guardiania, progetti entrambi finanziati dalla Ue».

«Sono strumenti che non servono a nulla e creano solo problemi alle produzioni. Siamo riusciti ad aprire un canale diretto con Bruxelles e sappiamo per certo che non c’è alcun Paese europeo contrario al ‘Piano lupo’ di recente varato dal ministro Galletti e poi bloccato da alcune regioni italiane sulla spinta di pressioni ambientaliste e animaliste. Adesso chiediamo con forza che se il ‘Piano lupo’ non può essere adottato su scala nazionale perché alcune regioni italiane si sono dichiarate contrarie, questo sia adottato al più presto dalla sola Regione Toscana». A dar man forte alla Pastorelli ieri mattina c’erano anche il presidente della Provincia di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’ormai ex sindaco di Manciano, Marco Galli. «Siamo pronti a tutto per difendere le nostre aziende e i nostri territori – ha concluso la Pastorelli – Anche ad andare con le gressi sotto l’ufficio del ministro Galletti».