​Grosseto, 17 novembre 2015 - La strage di Parigi e l’attenzione mediatica ha probabilmente anticipato i tempi della giustizia. Dopo il blitz del 1° luglio scorso che ha interessato anche Scansano è partita la richiesta di rinvio a giudizio per i nove spiranti terroristi arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla cellula islamista di Lady Jihad Maria Giulia Sergio. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere con finalità di terrorismo, di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo e favoreggiamento. La richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Milano tocca da vicino la Maremma: insieme a Maria Giulia che ora si fa chiamare Fatima Az Zahra ci sono il marito albanese Aldo Kobuzi, sua mamma Donika Coku e gli zii Baki Coku e Arta Kacabuni. Aldo e i tre parenti hanno vissuto e lavorato per lungo tempo a Scansano, tra la centrale via XX Settembre (dove abitava Arta Kacabuni) e la frazione di Poggioferro, dove è transitata anche Fatima con il marito prima di partire per la Siria e arruolarsi fra le milizie del Califfato.

Maria Giulia Sergio, la prima foreign fighter italiana al centro dell’inchiesta Martesë (che significa matrimonio in albanese), secondo la ricostruzione dei pm, si è addestrata per mesi per combattere a fianco delle milizie del sedicente Stato Islamico in Siria (era pronta al «martirio» e stava «imparando a sparare» con il kalashnikov) dove si trova tuttora con il marito. Da un paese del Milanese, con il marito era transitata per Poggioferro, aveva comprato i biglietti per l’aereo in un’agenzia di viaggi a Grosseto per poi partite per la Turchia e infine raggiungere le milizie dell’Isis in Siria a settembre dello scorso anno. Da lì via Skype avrebbe incitato i suoi familiari a seguire il messaggio di Al Baghdadi. Per lei, come per il leader dell’Isis, il «musulmano che non può raggiungere lo Stato Islamico è chiamato a compiere obbligatoriamente il jihad nel luogo in cui si trova, e il jihad consiste nell’uccidere i miscredenti». E ancora: «Noi qui - aveva detto - stiamo ammazzando i miscredenti per poter allargare lo Stato Islamico».

Maria Giulia e Aldo si erano sposati con un matrimonio-lampo per dirigersi insieme verso lo Stato Islamico. Il 16 settembre 2014 dalla Maremma erano partiti Aldo, la madre Donika Coku e gli zii Baki Coku e Arta Kacabuni. Tutti e quattro a bordo di un’Audi per raggiungere Treviglio dove erano attesi dalla famiglia Sergio. Conoscenza e matrimonio lampo, considerando che viene celebrato il giorno successivo nella moschea di Treviglio. Il 18 settembre, hanno iniziato il viaggio che ha portato i neosposi in Maremma: un mini viaggio di nozze. Il 21 settembre erano già atterrati in Turchia diretti verso la Siria.