Grosseto, 18 novembre 2017 - «SALVE, vorrei prendere un appuntamento per un ecodoppler all’aorta». Risposta dal centralino del Cup (Centro unico di prenotazione dell’Asl): «La prima data disponibile è il 31 maggio 2018». Potrebbe sembrare una «barzelletta», ma c’è poco da ridere in questa storia. Questa è quanto si è sentito rispondere un cittadino della provincia di Grosseto ieri mattina dall’operatore del Cup dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Sei mesi e mezzo per un ecodoppler. E’ questa l’attesa che un uomo di mezza età si è sentito rispondere ieri mattina al telefono. Un’attesa assurda, lunghissima, mezzo anno, per una visita che ha una durata dai venti ai trenta minuti.

«COSÌ non si può andare avanti – ci ha raccontato l’uomo –, la gente per il sistema sanitario attuale può anche morire». Uno sfogo quello del maremmano che arriva dopo una telefonata con l’operatore di turno che gli ha fissato l’appuntamento in pratica ad inizio della prossima estate. L’ecodoppler usa tecnica non cruenta e non invasiva quindi facilmente ripetibile, utilizzata in medicina per lo studio della situazione anatomica e funzionale dei vasi sanguigni, arteriosi e venosi, e del cuore in tempo reale ed in maniera contemporanea.

«HO PRESO l’appuntamento – ci ha raccontato –, ma penso che nei prossimi giorni richiamerò per disdire. Non è possibile, questa situazione è assurda. Ho chiesto se c’erano altre date, mi hanno detto che c’era posto ad agosto all’ospedale di Orbetello». L’uomo nei giorni scorsi ha fatto una visita dal proprio medico curante, il quale gli ha prescritto un’analisi approfondita delle carotidi, per vedere se sono aperte o chiuse. La richiesta dell’ecodoppler era per una visita sopra l’aorta. Ma a questo punto è probabile che l’uomo si rivolgerà ad una struttura privata. «Sarò costretto a disdire – ha aggiunto –, e andare da un privato. Fortunatamente posso permettermi di spendere del denaro in più per andare in un centro medico privato, ma non si può andare avanti così. La stessa cosa mi era capitata tre anni fa, per mia moglie. Al tempo dovemmo fare sei risonanze magnetiche. Decidemmo di farle tutte e sei da un privato, e in un anno risolvemmo il tutto. Tramite il servizio sanitario pubblico ci sarebbero voluti circa 5 anni. Magari uno in quel tempo è già morto».