Grosseto, 17 febbraio 2017 - PRESIDIO dalle 16 alle 18 davanti alla sede della Prefettura, in piazza Rosselli. Domani, nello stesso giorno dell’apertura della sede di Casa Pound. Lo hanno organizzato le stesse associazioni che nei giorni scorsi avevano firmato una lettera inviata al prefetto e al questore di Grosseto per chiedere la «riconsiderazione delle autorizzazioni (a Casa Pound, ndr) verosimilmente già concesse». Si tratta di Anpi, Arci, Cgil, Attac, Libertà e giustizia, Comitato provinciale per la difesa della Costituzione, Agende rosse – Circolo ‘Peppino Impastato’, Circolo Arci Khorakhané, Rete degli studenti medi, Associazione ‘La Martinella’, Centro donna, Festival resistente. A queste si aggiunge Sinistra Classe Rivoluzione ‘Sempre in lotta’ che non ha firmato la lettera, ma afferma di condividere «l’azione antifascista».

IERI mattina, rappresentanti di queste associazioni hanno voluto ribadire il significato del presidio in programma domani pomeriggio davanti alla prefettura in una conferenza stampa. «I nostri interlocutori sono esclusivamente le istituzioni – ha esordito Giuseppe Corlito, presidente della sezione Anpi Elvio Palazzoli di Grosseto – e ad esse vogliamo tornare a evidenziare la strisciante attività delle organizzazioni neofasciste in città. La nostra preoccupazione è che singoli episodi o pseudo avvenimenti, apparentemente isolati e innocui, vengano tollerati e autorizzati perché considerati al di fuori del contesto più generale sia locale, sia nazionale, sia anche internazionale».

«IN TALE contesto, infatti, è evidente l’obiettivo dei neofascisti di radicarsi in città. Quella di Casa Pound – ha proseguito Corlito – è una posizione ambigua, troppo astuta. Dichiarano di non voler ricostituire il Partito nazionale fascista, ma allo stesso tempo affermano pubblicamente di essere i fascisti del terzo millennio».

CORLITO ha poi voluto smentire alcune affermazioni di Casa Pound: «L’Anpi non prende soldi pubblici; piuttosto è un ente morale che si sostiene unicamente con le quote sociali». Durante la conferenza stampa i rappresentanti di altre associazioni hanno sottolineato più volte che il loro presidio di domani in piazza Rosselli serve principalmente «a difendere la Costituzione della Repubblica italiana fondata sui valori dell’antifascismo». È stato anche evidenziato che non si tratta di sopprimere il diretto di espressione di qualcuno. «Semplicemente il diritto di espressione – è stato detto – ha dei limiti invalicabili. la nostra manifestazione serve proprio a difendere questa libertà nei limiti posti dalla legge».

Andrea Fabbri