Grosseto, 13 luglio 2017 - Ancora un riconoscimento per il Crisba. Il centro di ricerche dell'Isis Leopoldo di Lorena ha infatti individuato il patogeno che sta distruggendo le colture del melograno nel sud Italia ed in Maremma. La scoperta è avvenuta proprio nei laboratori del Crisba, all'interno dell'istituto superiore di Grosseto. In questi ultimi mesi il melograno è vittima di una malattia che causa il rapido disseccamento e la morte di gran parte delle piante nei frutteti. La malattia si presenta con fessurazioni profonde e arrossate del fusto che determinano poi il rapido disseccamento di tutta la pianta.

Trattandosi di un patogeno poco conosciuto e di difficile identificazione la Cooperativa Agricola Copaca di Orbetello – che ha iniziato a puntare sul melograno - si è rivolta al servizio di diagnostica fitopatologia del Crisba che ha svolto indagini microbiologiche giungendo all’identificazione del fungo responsabile della malattia, ravvisandone la presenza per la prima volta nell’Italia centrale. Si tratta di Pilidiella granati che causa il “cancro del melograno”, un patogeno emergente finora segnalato soltanto in paesi del bacino del Mediterraneo.

Trattandosi di un nuovo patogeno particolarmente aggressivo, la diagnosi corretta e tempestiva effettuata dal Crisba nei suoi laboratori, confermata dal Di.S.S.P.A dell’Università di Bari con analisi molecolari, sarà senza dubbio di aiuto ai produttori per contrastare la diffusione della malattia, mettendo in atto tutte le tecniche agronomiche opportune, come la rapida distruzione delle piante infette e la corretta gestione delle irrigazioni e delle concimazioni.

Inoltre, nelle ultime settimane il Centro Ricerche dell'Istituto Superiore "Leopoldo II di Lorena" di Grosseto si è reso protagonista di un evento di grande importanza scientifica, sia a livello locale che internazionale. I ricercatori Lorenzo Moncini e Giampaola Pachetti hanno presentato ad un convegno internazionale a Lubiana i risultati delle sperimentazioni che da due anni conducono, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell'Università di Pisa, sul brevetto della Eurosider sas di Ottavio Milli di Grosseto per la conservazione dei cereali in atmosfera controllata arricchita di azoto.

"Questi sono solo gli ultimi successi che il Crisba - afferma Giampaola Pachetti - ottiene dal 2010 nella sperimentazione al servizio delle eccellenze agroalimentari maremmane e nella conservazione dell'ambiente, come attestano i numerosi premi ottenuti e le pubblicazioni scientifiche prodotte".