Grosseto, 13 luglio 2017 - Questione migranti: ultima chiamata per dodici Comuni della Maremma. La prefettura di Grosseto ha riaperto i termini dell’avviso pubblico per la manifestazione di interesse per l’affidamento del servizio di accoglienza in favore dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Entro il 20 luglio i Comuni che non hanno ancora proposto un progetto di accoglienza per i migranti che in migliaia continuano a sbarcare sulle coste italiane o a passare la frontiera del Nord-Est, farebbero bene dunque a farlo.

Perché come è scritto nell’avviso prefettizio pubblicato in internet «dall’esame delle disponibilità qui pervenute, è emerso che le manifestazioni di interesse presentate non risultano ancora quantitativamente e qualitativamente sufficienti per assicurare il soddisfacimento delle prevedibili future esigenze di accoglienza, soprattutto alla luce del più recente intensificarsi degli afflussi di cittadini stranieri in arrivo sulle coste del territorio nazionale». Insomma, l’mergenza migranti è lontana dall’esaurirsi e la provincia di Grosseto nel suo complesso sarà comunque tenuta a dare il proprio contributo.

O ci si organizza per tempo su base volontaria secondo il modello della cosiddetta «accoglienza diffusa» promossa dalla Regione Toscana e che la prefettura locale sostiene appieno (piccoli nuclei di richiedenti asilo per ciascun Comune e comunque entro un tetto massimo prestabilito in base alla popolazione residente); o la pefettura qualora dovesse essere ‘investita’ della responsabilità di accogliere sul territorio un contingente di numero «x» persone si organizzerà secondo legge e con le modalità operative ritenute più opportune con le strutture che si renderanno disponibili.

Ecco il punto. Il bando pubblicato sul sito istituzionale riapre i termini proprio al fine di acquisire la disponibilità di strutture idonee all’accoglienza temporanea dei migranti «primariamente in Comuni ove non siano già presenti strutture temporanee di accoglienza».

E l’avviso dice pure che in 16 Comuni della provincia (Montieri, Roccastrada, Scansano,Scarlino, Seggiano, Semproniano, Arcidosso, Campagnatico, Capalbio, Castel del Piano, Castiglione della Pescaia, Cinigiano, Civitella Paganico, Gavorrano, Magliano in Toscana e Massa Marattima) «al momento non risulta prioritaria l’esigenza di attivare strutture».

Quindi, per eventuali soggetti che in questi 16 Comuni pensavano di poter partecipare al progetto accoglienza, magari anche vedendoci orizzonti economici (lo Stato paga 33 euro al giorno a migrante), sarà inutile presentare domanda perché la prefettura ha già detto che in quei territori al momento non ci sono priorità di attivazione. C’entrerà per caso l’esempio di Capalbio, che dopo le sfuriate della scorsa estate è riuscito a creare uno su specifico progetto di accoglienza entrando nella rete Sprar e ora è al riparo da arrivi di massa?