Sul sito della Frankfurter Allgemeiner Zeitung si accomuna il comandante della Concordia, ormai più celebre di Capitan Fracassa, all'ex premier di cui si ricordano l'esperienza lavorativa sulle navi da crociera e gli inviti a cena delle belle donne
Isola del Giglio, 7 febbraio 2012 - Non c’è niente da fare, ai tedeschi piace criticare il 'bel paese'. Forse perché lo amano, forse perché rappresenta quel che loro non hanno. Forse non è questa la verità, ma sicuramente è questa la sensazione che si ha, leggendo alcuni articoli pubblicati in Germania negli ultimi giorni.
La polemica - Dopo il pezzo di Jan Fleischhauer (Der Spiegel), nel quale Schettino è descritto come “stereotipo dell’italianità”, la campagna contro il nostro paese legata alla tragedia della Costa Concordia continua. Alla lettera dell’ambasciatore italiano, Michele Valensise, inviata alla redazione della rivista, è seguito l’editoriale di Sallusti su Il Giornale “A noi Schettino, a voi Auschwitz” che ha solo infiammato ancora di più gli animi. E i tedeschi aggiungono ora una nuova puntata alla querelle giornalistica attorno allo sventurato capitano e al suo paese.
L’eterna ombra del Cavaliere - Stavolta, è il sito della FAZ, Frankfurter Allgemeiner Zeitung a far riemergere un fantasma dal recente passato. Sulla pagina web del quotidiano si legge “Berluschettino”, parola originale e certamente evocativa. Un’invenzione strana, o forse fin troppo banale, nella quale tutti riconosceranno la fusione di due cognomi ben noti in Italia e all’estero. “Il capitano della nave Concordia, come Berlusconi - secondo il giornalista d’oltralpe - viene da alcuni venerato e da altri deriso”. Sebbene autore di un capolavoro di anti – eroismo, Schettino è ormai diventato così celebre da superare il Capitan Fracassa, personaggio della Commedia dell’Arte, che ogni anno, proprio in questo periodo, risorge al Carnevale veneziano.
Il paragone - Il giornalista tedesco inoltre non può non fare un’associazione: il capitano della Costa Crociere ricorda per molti aspetti l’immagine di un’Italia fondata su bugie e imbrogli, guidata da un Presidente del Consiglio che iniziò la sua carriera come presentatore sulle navi da crociera che invitava volentieri giovani donne a cene intime e che ha lasciato precipitosamente il ponte di comando di un’Italia che stava affondando.
Come nel caso di Jan Fleischhauer, anche qui il giornalista della FAZ mette a confronto eventi di cronaca a fasi significative della politica italiana e provoca facili suggestioni nell’animo dei lettori che rischiano di tornare a pensare secondo facili stereotipi. Questo non giova all’Europa, né al dialogo internazionale. Infine, bisognerebbe far presente al giornalista tedesco che il Cavaliere non è stato troppo precipitoso ad abbandonare la nave. Provi a chiederlo agli italiani.
Elisabetta Terigi