In azione anche il Gruppo subacqueo che ha base a La Spezia
Grosseto, 20 gennaio 2012 - "Un team di esperti ingegneri navali della Marina Militare sta partecipando allo studio
per la messa in sicurezza dello scafo della Costa Concordia al largo dell'isola del Giglio". Lo ha detto il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l'ammiraglio Bruno Branciforte, al termine di una cerimonia che si è tenuta questa mattina a Taranto in occasione del passaggio di consegne al vertice del Dipartimento Militare Marittimo dello Jonio e del Canale d'Otranto.
"La Marina Militare - ha spiegato l'amm. Branciforte -, sta operando con gli uomini dei reparti specializzati del Gos (Gruppo operativo subacquei, la cui base è a La Spezia). Attualmente in zona di operazioni c'è un team
composto da una decina di militari che resterà operativo fino a quando sarà richiesto e sarà necessario.
Il nostro Gruppo subacqueo ha una specializzazione molto particolare che ne ha richiesto l'intervento e sta operando secondo quelle che sono le esigenze delle autorità preposte a risolvere questo problema".
L'ammiraglio Branciforte ha anche specificato che, sempre in zona di operazioni, "sono presenti alcune unità navali per eventuale assistenza sanitaria ai sub impegnati nei soccorsi (nave Alcide Pedretti) e per le emergenze ambientali (nave Orione), pronte ad intervenire tempestivamente ove richiesto e in caso di necessità".
In particolare la nave Orione è partita dalla base di Augusta, in Sicilia, alla volta dell'Isola del Giglio. E' una nave con grandi capacità antinquinamento ed è stata inviata nell'area marina del Parco naturale dell'arcipelago Toscano, per svolgere attività di sorveglianza e prevenzione dell'inquinamento in mare da idrocarburi. L'Orione, in caso di necessità e qualora disposto dalle autorità competenti, potrà subito intervenire a supporto delle operazioni per la prevenzione del rischio di inquinamento del mare dopo il naufragio della nave Concordia.