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Il capitano a Schettino "Torni subito a bordo" De Falco, ufficiale eroe

L'urlo della Guardia costiera

Concitato dialogo telefonico tra il capitano De Falco e il comandante della Concordia, che ha già abbandonato la nave: "Che vuole fare tornare a casa? Ci sono già dei cadaveri!"

Disastro del Giglio: De Falco e Schettino
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Isola del Giglio,  18 gennaio 2012 - "Schettino, lei si è salvato dal mare, ma io la porto molto male, le faccio passare le anime dei guai. Vada a bordo!". E' l'eroe del giorno il capitano Gregorio De Falco della Capitaneria di Livorno, che al telefono col comandante della Costa Concordia durante la fase concitata dell'evacuazione lo intima senza mezze parole a tornare sulla nave. Francesco Schettino al momento della chiamata si trova già in salvo, mentre a bordo ci sono ancora centinaia di persone


 

 

De Falco, che ha deciso di registrare la conversazione, si lascia andare a una considerazione che lascia capire quanto fossero già evidenti le responsabilità del capitano della nave da crociera: "Il procuratore dovevo chiamare!".  "Ci sono persone intrappolate a bordo - dice De Falco. E impartisce ordini a Schettino: "Lei ora va con una scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C'è gente che scende dalla biscaggina, lei la percorre in senso inverso, sale e mi dice quante persone ci sono e che cosa hanno a bordo; se ci sono bambini, donne o bisognose di assistenza e mi dice il numero di ciascuna di queste categorie, chiaro?".

 

Schettino è incerto, sembra prendere tempo. "Comanda', per cortesia" prova a dire, ma De Falco lo interrompe bruscamente: "No per cortesia, lei ora va subito a bordo. Mi assicuri che è a bordo. Vada a bordo e coordini i soccorsi da bordo".

 

Schettino farfuglia qualcosa, De Falco gli urla di parlare più forte, finché non lo inchioda: "Mi dica qual è il motivo per cui non cui sale a bordo! Vada a bordo, non deve fare altre valutazioni. Ha dichiarato l'abbandono nave e adesso comando io. Vada a bordo. Ci sono già dei cadaveri!". E a questo punto Schettino cede: "Quanti sono?" chiede. "Me lo deve dire lei quanti sono, Cristo!" urla il capitano della Capitaneria di Livorno. Le ragioni di Schettino lo espongono al ridicolo: "Ma si rende conto che è buio e che qua non si vede niente?" dice a De Falco, che perde le staffe e urla: "E che vuole fare? Tornare a casa perché è buio? Salga sulla prua della nave e mi dica cosa si può fare, quante persone ci sono e cosa si può fare. Lo faccia ora!".

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