Rossi: "Confido
nel ministro
per l'autostrada"
Ieri il summit della Regione con gli enti locali e l'associazionismo della Maremma. Un incontro per fare il punto della situazione su quali siano i nodi da sciogliere in provincia di Grosseto

GROSSETO, 4 settembre 2010 - Riassumere una intera giornata di domande e risposte con i rappresentanti di categorie economiche e rappresentanti istituzionali è praticamente impossibile: il rischio è di tralasciare qualcosa o qualcuno. Ma ciò che è emerso dal tour del governatore della Toscana, Enrico Rossi, e della sua giunta è che l’amministrazione regionale vuole essere presente. «Una grande città toscana», come l’ha definita ieri Rossi stesso nella sala consiliare del Comune. Sanità, trasporti pubblici, turismo, servizi alle fasce deboli, scuola. Tutto in neanche dodici ore di dibattito. Una full immersion tra i mille problemi di una provincia vasta come Grosseto e, diciamolo pure, servita male quanto a collegamenti. E il futuro non si prospetta ancora roseo.
«Possiamo discutere di tutti i comparti economici: turismo e agroalimentare, che sono quelli portanti per la Maremma e che dovranno essere ulteriormente sviluppati. Del manifatturiero che va comunque curato e, in parte, la Regione lo ha già fatto — ha sottolineato il presidente Rossi — ma dobbiamo necessariamente sciogliere i due nodi cruciali: Grosseto-Fano e Corridoio tirrenico. Il primo collegamento rischia di arenarsi ad Arezzo e, come Regione, non possiamo permettercelo: poter andare da una costa all’altra dell’Italia in poco più di 4 ore significa intensificare il turismo e facilitare i collegamenti per il mondo economico. Quindi serve un confronto anche a muso duro per fare il reale punto della situazione. Quanto al Corridoio tirrenico mi duole dover tornare a parlare di tracciato. Sembrava argomento superato, ma non vogliamo ostinarci. Non si può finire in un vicolo cieco, quindi ridiscutiamone, valutiamo anche a livello economico, ma in fretta. Non vorrei trovarmi tra dieci anni a parlare ancora di tracciato. Confido, per questo, anche nel ministro Altero Matteoli che, al di là delle divergenze politiche, è una persona che stimo, e spero che si adoperi per giungere ad un accordo». Rossi ha poi messo in evidenza le estreme difficoltà di fa quadrare anche il bilancio della Regione e a cascata quelli di Province e Comuni. «Non è un luogo comune — ha spiegato — ma dobbiamo fare i conti con la crisi economica e coi tagli dal governo centrale. Siamo in grande difficoltà, ma faremo il possibile per stare vicino ai territori, anche a quelli che hanno notevoli difficoltà con servizi che non ci riguardano direttamente. Tra un anno ci ritroveremo per valutare lo stato degli impegni presi». Ha poi ricordato i 125 milioni di euro tra il 2009 e il 2010 concessi per la sanità maremmana e i 150 per il trasporto pubblico. Se ne è tornato a Firenze con una lunga lista delle necessità maremmane. «Il decentramento toscano — ha sottolineato il presidente della Provincia, Leonardo Marras — è un modello che ha fatto scuola, ora dovremo fare i conti con la diminuzione delle risorse. Sulle infrastrutture siamo pronti al dialogo, nell’ottica di fare presto, però». «Dobbiamo confrontarci con l’impoverimento dei servizi dell’entroterra e con l’indebolimento dei collegamenti ferroviari — ha concluso il sindaco Emilio Bonifazi — per non parlare delle tremila famiglie in provincia che attendono un alloggio popolare. Il tutto condito dalla mancanza di risorse finanziarie».
Cronaca
25/11/2011 - Grosseto
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