Grosseto-Vicenza, arbitra Guida
Intanto Soncin si presenta
Ecco i direttori di gara della seconda giornata. L'attaccante, neo-acquisto dei biancorossi, è già scatenato: "Non farò rimpiangere Pinilla"
GROSSETO, 2 settembre 2010 - Il Cobra dalla testa calva si presenta alla Maremma. Aggiusta il tiro e attacca. «Arrivo in questa squadra per far bene. Pinilla? Mi piacerebbe segnare anche di più». Andrea Soncin ha appena fatto la doccia. I suoi scatti e le sue corse sono state «accompagnate» da un bel numero di tifosi al sussidiario di via Michelangelo. Il primo allenamento non ha nascosto le sue qualità: rapidità, tiro, fiuto del gol ma soprattutto quei «movimenti» davanti che servono come il pane ad un gruppo che macina palloni senza purtroppo la persona in grado di gonfiare la rete. Adesso c’è. E si chiama Andrea Soncin. Si gratta la testa e sorride. Poi comincia: «Sono davvero contento di iniziare questa nuova avventura — ha detto —. Ho subito notato un ambiente sereno. La squadra è compatta e questo è davvero un buon segno. Ci sono davvero le basi per fare un buon lavoro». Da qualche giorno stava pensando alla terra dei Butteri. Magari aveva ripensato a quei due gol (uno con la maglia del Padova, l’altro quando era ad Ascoli) che avevano fatto arrabbiare uno Zecchini intero. L’imput del Grosseto è arrivato da una persona che conosce bene. Ivo Iaconi, fratello del diesse del Grosseto, che lo ha avuto ad Ascoli e lo ha spinto dal Grifone: «E’ vero — ride Soncin — diciamo che il direttore mi stava dietro. Poi tutto ha preso un’impennata giusta...». Sa comunque, dall’alto dei suoi 116 gol, che tutti lo vedono come il «salvatore della patria», di una squadra cioè che è stata in grado di segnare una sola rete in due partite e per giunta su calcio di rigore. «Cercherò di ripagare questa fiducia che sento dietro di me, ma adesso basta con le parole. Quello che conta sarà il campo e giocare bene quando ci sarà da correre dietro un pallone». Il fisico asciutto e il polpaccio ben «alto» dimostrano che è pronto a scendere in campo già da domenica.« Sto bene, ho giocato le prime due partite con il Padova. Adesso, comunque, dovrò imparare a conoscere i movimenti dei miei compagni. Comunque ho notato una grande disponibilità da parte di tutti». Spiega le sue caratteristiche: «Sono un attaccante di movimento, sicuramente non una punta statica. Con Bernacci il mio miglior anno? E’ vero e paradossalmente era lui a girarmi intorno e io a fare il riferimento centrale per tutti gli altri». Ha già legato con Melucci e Vitiello, due ex compagni quando vestiva la casacca dell’Ascoli: «Gli altri li conosco da sempre per averli affrontati come avversario molte volte». Gli piace il calcio offensivo: «Quando ho segnato 20 reti giocavamo con due esterni alti e tutto il gioco era finalizzato per le mie carattristiche. A Padova? Sono stati due anni strani dove non ho giocato molto anche perché non si erano mai decise le gerarchie nel reparto offensivo». Per uno che vuol far dimenticare Pinilla come inizio non è malaccio. Avrà la maglia numero 99: «E’ un numero al quale sono affezionato». La stampa è già pronta e i tifosi sono avvertiti: ripiegare il 51 e indossare il 99, please.
Ma ecco gli arbitri della seconda di serie B: Ascoli - Albinoleffe, Velotto; Atalanta - Frosinone, Pinzani; Cittadella - Novara, Baratta; Grosseto - Vicenza, Guida; Livorno - Siena, Baracani; Modena - Padova, Giacomelli; Portogruaro - Sassuolo, Ciampi; Reggina - Piacenza, Nasca; Torino - Crotone, Tommasi; Triestina - Pescara, Palazzino; Varese - Empoli, Tozzi.
CRONACA
25/11/2011 - Grosseto
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