L'addio al giovane centauro
"Era un vero amico di tutti"
I funerali del giovane commerciante morto in moto nei dintorni di Pitigliano. Tanta gente per l'addio a San Giovanni delle Contee
GROSSETO, 12 agosto 2010 - Se la chiesa fosse stata grande il triplo, forse, sarebbe riuscita a contenere le tante persone arrivate nella frazione di Sorano per l’ultimo saluto a Massimo Volpicelli, il 33enne barista di Pitigliano tragicamente deceduto lunedì pomeriggio a seguito di un incidente in moto. Il corteo funebre ha preso il largo dall’ospedale della città del tufo attorno alle cinque del pomeriggio e da subito si è capito che tanti si sarebbero radunati di fronte alla chiesa. Il lungo serpentone di macchine partito da Pitigliano ha di fatto intasato le strade del tragitto verso San Giovanni delle Contee. La tragedia capitata a Massimo ha richiamato gente da ogni dove, a riprova di come il giovane barista fosse entrato nel cuore di tutti. Tanto che, al momento della Santa Messa, si è capito che solo in pochi avrebbero potuto seguire la funzione all’interno. La maggior parte di chi è arrivato a Sorano è stata costretta a fermarsi nel piazzale antistante la Chiesa e nella salita che conduce dal borgo. In un primo momento sembrava che dovesse essere installato un amplificatore per permettere a tutti di seguire le parole di Don Giampietro, ma un guasto tecnico ha vanificato il tentativo. La Messa è così andata avanti in una atmosfera surreale: dentro la Chiesa, lo stesso Parroco quasi non aveva parole davanti a simile tragedia. Tutti si sono stretti ai genitori di Massimo, Augusto e Franca, al fratello, Daniele alla compagna, Uma. Fuori, pur non sentendo le parole di don Giampietro, tanti occhi segnati dalle lacrime e un silenzio che spiegava tutto.
UNICA ECCEZIONE, il gruppo di amici che con Massimo facevano scorribanda durante l’adolescenza, per tutto il tempo della Messa prodighi nel raccontarsi gli aneddoti più divertenti e simpatici di cui si era reso protagonista l’amico tragicamente venuto a mancare. «A Massimo tutti questi musi lunghi non sarebbero piaciuti, lui era sempre positivo — dicono —. Un segnale che forse è stato recepito dal cielo, che in un primo momento sembrava dovesse riversare sul corteo funebre un violento temporale. Nel corso della Messa invece le nuvole si sono aperte e i raggi di Sole hanno iniziato a filtrare. Davanti alla chiesa, al termine della funzione, un arcobaleno ha accompagnato la bara fino al cimitero di San Giovanni delle Contee. Qui c’è stato un lungo applauso. Tra coloro che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Massimo c’era anche Papa, l’ambulante senegalese sempre piazzato davanti al bar della famiglia Volpicelli, con cui spesso Massimo scherzava per poi offrirgli caffè e cornetti. «Sono venuto a salutare un amico di tutti», ha detto l’uomo.
CRONACA
25/11/2011 - Grosseto
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