«Se ne va uno di noi
ciao Massimo»
Dolore tra i centauri
Oggi i funerali del ragazzo: stava costruendo la casa dei sogni per sè e la compagna

Grosseto, 11 gosto 2010 - Lunedì era il giorno di chiusura del bar di famiglia. Massimo ne aveva approfittato per fare una gita al mare con la sua Mv Agusta. Di ritorno dalla spiaggia del Chiarone, preceduto dall’amico di scampagnate, il centauro si trovava a poche centinaia di metri dal podere che da poco tempo aveva finito di costruire. Per quel casolare nelle campagne tra Pitigliano e Sovana Massimo si era rimboccato le maniche mettendosi a lavorare assieme agli operai. Ora tutti i sogni sono distrutti, dopo l’incidente nel quale è morto Massimo Volpicelli, 33 anni, pitiglianese. La sua moto si è scontrata con un’auto a poco più di un chilometro dall’abitato di Pitigliano. Per lui non c’è stato niente da fare. Alle sei del mattino al bar, a scherzare coi clienti. Di pomeriggio indossava i panni del manovale per costruire il suo progetto di vita: un tranquillo podere di campagna, ideale nido d’amore in cui trascorrere il resto dei suoi giorni con la compagna. I due erano pronti per vivere insieme, «felici e contenti», proprio come nelle favole.
nel Pomeriggio di lunedì la favola è diventata tragedia a poche curve di distanza dal casolare dei sogni. In senso opposto a quello del pasticcere di 33 anni, una Golf con a bordo una famiglia della provincia di Reggio Emilia procedeva a velocità ridotta. Quel punto si affaccia sulla rupe del centro storico di Pitigliano, che, secondo le ricostruzioni, sembra che i passeggeri della Golf stessero immortalando con foto. «In parte la macchina aveva invaso la nostra corsia», sostiene e Angelo Cini, l’amico che in sella alla sua moto precedeva Massimo. Nel suo racconto accade tutto in una frazione di secondo: Massimo che nel tentativo di evitare la macchina urta lo specchietto con la spalla, quel tanto che basta per fargli perdere l’equilibrio; la moto che inizia a sbandare senza possibilità di controllarla; il 33enne che si va a schiantare sul guardrail rendendo vano ogni tentativo di soccorso. I Carabinieri di Pitigliano hanno inviato i risultati dei rilievi alla Magistratura, che adesso deciderà di eventuali iscrizioni nel registro indagati. Massimo era conosciuto dalle forze dell’ordine locali. «Andavamo tutti al suo bar a prendere il caffé — dice il Comandante della Compagnia, Antonio Memoli — anche io sono appassionato di auto e moto. Il lunedì commentavamo assieme le gare di motociclismo». La tragedia del barista che scherzava con tutti ha fatto sprofondare nel lutto l’intero paese. Nella giornata di ieri capannelli di persone si sono radunati un po’ ovunque per commentare e sapere.
La pro loco ha annullato gli eventi programmati per le serate di lunedì e martedì in piazza della Repubblica, la stessa dove, la sera prima della tragedia, Massimo era andato a vedere il concerto degli Statnes, il gruppo di inseparabili amici che aveva accompagnato sul palco principale di Arezzo Wave nel 2004. Sulla rete sociale Facebook ieri pomeriggio è stato condiviso un video in sua memoria. Riprende centauri che sgasano. Il commento: «Ieri sera a Pitigliano è volato via uno di noi, un angelo della strada di soli 33 anni. Ha perso la vita per schivare un’auto parcheggiata dopo una curva. Ciao Massimo, ti salutiamo con questo video che ti sarebbe piaciuto». Cerimonia funebre alle 18 di questo pomeriggio a San Giovanni delle Contee.
Grosseto
25/11/2011 - Grosseto
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