"Ecco come muoiono
le nostre stazioni"
Sindacati, l'allarme
La Cgil punta il dito contro Trenitalia e annuncia altre forme di protesta
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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

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Grosseto, 26 luglio 2010 - "Trenitalia sta lentamente affossando i servizi ferroviari nella Toscana del Sud e quello che da mesi sta avvenendo in provincia di Grosseto rappresenta un campionario dei soprusi cui personalee utenti sono sottoposti: dalla chiusura delle biglietterie alla riduzione del personale, dalla soppressione di molte corse ai cambi repentini di orario, senza tener conto dell’intermodalità con il trasporto su gomma, fino alla riduzione all’osso del personale destinato alle manutenzioni ed ai controlli". E’ quanto sostengono Lorenzo Centenari (Cgil), Carla Burgassi (Spi-Cgil) e Pasqualino Uloremi (Filt-Cgil) che criticano anche "il ritardo ormai cronico nell’attivazione del Memorario nella tratta sud della tirrenica, la rinuncia al traffico merci, piuttosto che la soppressione dei depositi bagagli o dei servizi di assistenza ai passeggeri".
"Le stazioni di Grosseto, Follonica e Orbetello, in questo senso — si sostiene ancora —, sono gli avamposti della logica dello smantellamento che anima le scelte di Trenitalia e Rfi. La situazione è oramai incancrenita, e non si riesce più a tenere il conto sia delle vertenze di lavoro che delle lamentele degli utenti, i più penalizzati fra i quali sono le fasce deboli: i pendolari, ma anche le persone anziane che preferiscono il treno agli spostamenti in auto. Cgil, Spi e Filt avevano già espresso in passato le proprie riserve rispetto all’introduzione tout court di logiche di mercato nel settore del trasporto pubblico, paventando quello che poi si è verificato: il dirottamento di risorse, uomini e mezzi sulle tratte più redditizie e l’abbandono a se stesse di quelle a utenza debole. Oggi pensiamo sia giunto il momento di innalzare il livello della protesta, perché i servizi di trasporto ferroviario sono giunti quasi al punto di non ritorno. In questi ultimi anni, l’unico interlocutore che ha tentato di arginare la deriva è stato la Regione che è intervenuta investendo in nuove vetture per i pendolari, ha modificato le clausole del contratto di servizio con Trenitalia ed ha tentato una riorganizzazione degli orari. Per questo dal prossimo autunno Cgil, Spi e Filt riprenderanno un’iniziativa forte, soprattutto nei confronti di Governo, Trenitalia e Rfi".
13/07/2010 - Grosseto
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