Caso Total:
"Inquinamento
C'è soltanto
un colpevole"
L'amministrazione comunale prescrive precise regole alla compagnia: "Ora pensi alla bonifica"
Grosseto, 11 novembre 2009 - "Non esistono altre fonti di inquinamento se non quelle provocate da Total, che ora deve formulare proposte decisive per la bonifica". Sono chiare le parole dell’amministrazione comunale di Grosseto dopo l’ultima conferenza dei servizi sul caso Total.
Il distributore di via Michelangelo, chiuso da tempo, è causa di un grave inquinamento del sottosuolo nella zona dopo lo sversamento, alcuni anni fa, da alcuni serbatoi di benzina. E ora c’è un documento a suo modo 'storico' con il quale l’amministrazione mette definitivamente spalle al muro la società petrolifera.
E’ il verbale dell’ultima conferenza dei servizi, tenuta nella sede dell’assessorato all’ambiente. Una conferenza dei servizi decisoria, come si dice in gergo tecnico, con alcune prescrizioni importanti per capire una volta per tutte quanto è estesa l’area inquinata, anche a seguito dei risultati delle analisi presentate dalla stessa Total e relative al luglio 2009. Analisi che erano state poi discusse nella conferenza dei servizi del 3 settembre scorso. Qui Total aveva ipotizzato addirittura, visto il nuovo picco di sostanze ritrovato nel terreno, che ci fosse un’altra fonte di inquinamento rispetto a quella originaria e riguardo alla quale la compagnia si dichiarava estranea. Alla nuova riunione, che si è tenuta alcune settimane dopo e che ha prodotto il documento che inchioda Total, erano presenti Arpat, Asl, Provincia e appunto amministrazione comunale.
Due i punti importanti del verbale della seduta: il primo individua in Total la causa unica dell’inquinamento, nonostante la compagnia si fosse addirittura rivolta alla Procura ipotizzando appunto che qualcun altro avesse provocato nuovi sversamenti. In secondo luogo vengono prescritti nuovi campionamenti e l’istituzione di nuovi "piezometri", ovvero punti di rilevazione per l’analisi in profondità di acqua e terreno. "A tutt’oggi - dicono gli Enti - non si può ipotizzare, come ha desunto Total, l’esistenza di altre fonti di inquinamento. Occorre invece, come peraltro richiesto dall’assessore comunale all’ambiente Giuseppe Monaci, che Total formuli proposte concrete e decisive che permettano di bonificare in tempi brevi". Proprio l’assessore Monaci viene ritenuto da diversi cittadini della zona di via Michelangelo, preoccupati per gli sversamenti, il fattore decisivo per un’accellerata nell’iter che porterà, si spera, alla bonifica del terreno. L’assessore aveva, nella conferenza dei servizi di inizio settembre, attaccato con decisione Total, chiedendo di non perdere più tempo nelle accuse ma di procedere ad eliminare l’inquinamento. Parole che ora vengono messe nero su bianco.
Tra le prescrizioni della conferenza dei servizi, la realizzazione di tre nuovi punti di campionamento per fare chiarezza definitiva su un altro aspetto: la reale estensione dello strato di idrocarburi che ha attaccato suolo e falde acquifere, con i rilevamenti che dovranno arrivare fino al fatidico "punto zero", ovvero la prima zona libera dall’inquinamento a partire dalla sorgente primaria, appunto il distributore. Un passo in più per liberare la zona di via Michelangelo da un inquinamento non più tollerabile per il Comune, l’Ente primario che deve difendere la salute dei cittadini.
Francesco Marinari
