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Addio agli eroi del cielo
Chiude la 604esima Squadriglia

Chiude ufficialmente la mitica 604esima Squadriglia di stanza all’aeroporto. I suoi uomini hanno salvato centinaia di vite umane Non manca la polemica

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Grosseto, 1 luglio 2009 - LA 604° SQUADRIGLIA Sar di Collegamento e Soccorso, inserita nel IV Stormo, chiude la sua gloriosa storia dopo 69 anni. Ufficialmente si parla di «posizione quadro», un altro modo per dire soppressione. A sancire il passaggio la cerimonia di ieri al IV Stormo, una sorta di raduno degli ex ed attuali elicotteristi, organizzata dopo lo smembramento progressivo. Una agonia lenta per uno dei gruppi più qualificati per il soccorso in qualsiasi condizione operativa: presenza che ha salvato molte vite, coprendo con gli Ab 212 il servizio di soccorso notturno, oggi di Pegaso. Uomini da sempre impegnati in gravissimi eventi, come l’alluvione del ’66 a Grosseto o quello della Garfagnana nel ’96. Nel 2006 i compiti della 604° Squadriglia si sono estesi oltreconfine, con la missione in Afghanistan. «L’Aeronautica — ha spiegato il colonnello Achille Cazzaniga, comandante del IV Stormo — si sta ridimensionando e lo ha fatto aumentando l’efficienza e l’efficacia. Questa azione ha portato all’accorpamento di tutti gli operativi Sar sulle sedi di Grazzanise e Pratica di Mare». Nella base campana sono stati concentrati gli elicotteri dei centro Sar e creato un gruppo con gli elicotteri Ab 212.

 

L’altra aliquota si trova a Pratica di Mare, con un centro di addestramento equipaggi del 15° Stormo che fornisce i piloti per gli Ab 212. Uno svuotamento della squadriglia iniziato nel 2005 e avvenuto sempre cercando di coniugare le esigenze del personale con quelle dell’Arma Azzurra. «Per non perdere le professionalità — ha spiegato il comandante — il personale è stato reimpiegato o riconvertito». Una Grosseto senza la Squadriglia? «No — ha assicurato —. L’assenza è stata compensata con un sistema che opera in maniera più ampia a livello nazionale con standard elevatissimi e coinvolgendo tra l’altro la Protezione Civile». La mattinata è scorsa veloce con un briefing, la deposizione di una corona in memoria dei tenenti Zuppardo e Zolesi e del maresciallo Baccaro, una visita alla base e poi il pranzo al circolo ufficiali di Marina di Grosseto. «Che emozione — ha ammesso il Primo Maresciallo, Rosario Memoli, l’ultimo a lasciare la squadriglia — rivedere tanti colleghi con cui ho lavorato. Nella mente sono riaffiorate le tante missioni».

 

IL LUOGOTENENTE Enzo Lazzerini racconta: «Oggi non ci sentiamo più utili. E’ incomprensibile perché non ci fanno fare più il nostro lavoro». Marco Niccolai dieci anni fa ha lasciato l’Aeronautica preferendo Alitalia. «Ho vissuto esperienze umane indimenticabili come l’alluvione di Sarno. Questa squadriglia era una risorsa in più per la Maremma. E’ vero che c’è Pegaso ma i nostri equipaggi riuscivano ad operare in qualunque condizione ambientale». C’è poi anche chi ha scelto Alitalia con fortune diverse.

 

E’il caso di Giorgio Di Sandro, oggi è in cassa integrazione nonostante sia un pilota di grande esperienza. «Questa squadriglia era unica al mondo, duttile e capace di fare soccorso volando su jet, elicotteri e aero eliche». Leonardo Mastrorocco invece continua la sua opera, spesso a Grazzanise per addestrare il personale destinato alle missioni all’estero. A breve tornerà in Afghanistan: il richiamo è troppo forte e neppure una questione meramente economica riuscirà mai a inibire ciò per cui, nel 1940, era nata la gloriosa 604° Squadriglia a cui la Maremma tutta, e non solo, dovrà essere eternamente grata.

Carlo Sestini










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(Foto Cesare Moroni)