Sei punti da colmare per Antichi ma la partita è tutt’altro che decisa. Il mistero dei travasi
Grosseto, 10 giugno 2009 - Non moltissimi non pochi. Alessandro Antichi deve recuperare sei punti nel ballottaggio che tra quindici giorni deciderà il nuovo inquilino di palazzo Aldobrandeschi. Più d’uno nel centrosinistra riteneva possibile la vittoria di Leonardo Marras al primo turno. Lo confessa, per esempio Giancarlo Bastianini, vicepresidente dell’Amministrazione provinciale, schierato con il candidato del Pd. "Ora - dice - la situazione di fa più complicata".
Teoricamente Leonardo Marras, che al primo turno ha ottenuto il 47,7 per cento, potrebbe essere appagato dal solo apporto dei voti di Rifondazione comunista che ha una dote più che sufficiente (3,9 per cento dei voti).
Il discorso però è solo teorico perché a guidare lo schieramento dei comunisti è un personaggio come Roberto Barocci, malvisto dall’ala cattolica del Pd e appena appena sopportato dagli ex diessini che proprio con Barocci si sono scontrati soprattutto sui temi ambientali. L’uomo, un militante tutto d’un pezzo, ha ferree convinzioni per esempio sulla politica dei rifiuti ed non è disposto a barattare idee con poltroncine.
Più facile che l’animo antiberlusconiano della sinistra compatti il fronte, indipendentemente dalle scelte dei vertici, ed alla fine Marras nel segreto dell’urna si ritrovi consensi imprevedibili sulla carta. Il 2,2 per cento conquistato dai Comunisti italiani di Rizzo è appetibile da Marras e forse più facilmente conquistabile ma potrebbe non essere sufficiente allo scopo. Un errore veltroniano per il Pd sarebbe quello di considerare sufficiente la quota del 47,7 raggiunta autonomamente al primo turno.
C’è una massa consistente di schede bianche e nulle (oltre ottomila) che vale quando destra e Rifondazione messe insieme, c’è un grosso numero di elettori che, contrariamente al solito, hanno disertato le urne.
L’andazzo si ripeterà al secondo turno? Ancora tanti voti bianchi e tanti nulli? Ancora tanta gente al mare?
Antichi può guardare all’orticello della Destra di Adriano Renis che ha raggiunto il 2,7 per cento. Un gruzzoletto di consensi che non servirebbe al candidato del centrodestra neanche per colmare il gup che attualmente lo divise dall’avversario.
Ed allora? Partita chiusa?
Chi è abituato a vivere la politica nelle stanze dei partiti fa notare che Marras si è giovato della presenza di liste di centro ed anche dell’apporto di cattolici Pd che tra quindici giorni, messi alle strette, potrebbero cambiare idea. Soprattutto quando di tratta di esprimere il proprio voto su un nome e non più su liste che vagamente richiamano e ricordano un passato andato.
Il travaso di consensi da un candidato all’altro è la cosa meno prevedibile e predeterminabile che esista ma è anche quella che sul piano numerico più incide: la flessione di uno corrisponde direttamente all’avanzamento dell’altro. Ne abbiamo viste tante nelle campagne elettorali e nelle votazioni: non ci meraviglierebbe più di tanto se dovessimo assistere anche ai travasi maremmani.
F.B.
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