Le famiglie grossetane non possono lamentarsi dei prezzi degli alimenti di prima necessità. La spesa media annua, infatti, si attesta intorno ai 3.332 euro, lontana dai 4.127 che invece deve sborsare una famiglia della riviera romagnola, risultata la zona più cara in Italia. O rispetto ai 3.870 euro di chi vive ad Aosta
Grosseto, 5 maggio 2009 - Le famiglie grossetane non possono lamentarsi dei prezzi degli alimenti di prima necessità. La spesa media annua, infatti, si attesta intorno ai 3.332 euro, lontana dai 4.127 che invece deve sborsare una famiglia della riviera romagnola, risultata la zona più cara in Italia. O rispetto ai 3.870 euro di chi vive ad Aosta. Differenze di alcune centinaia di euro che comunque pesano sul bilancio familiare. Grosseto, insieme a Siena dove si spende leggermente di più (3.342 euro) e a Firenze, dove invece il totale è lievemente più basso che a Grosseto (3.329 euro), sono tra le poche eccezioni in positivo di città non del sud che occupano la parte bassa della classifica, quella dove ci sono i capoluoghi con costi minori. Basta pensare che a Napoli, la stessa famiglia media di Rimini acquistando gli stessi alimenti spenderebbe mille euro in meno.
La classifica sul costo degli alimenti di prima necessità è stata elaborata da 'Il Sole 24 Ore' sui dati forniti dal ministero dello Sviluppo economico. Nell’ideale carrello della spesa, il quotidiano milanese ha messo venti generi di prima necessità. Dall’acqua minerale alla pasta, dal pane a latte. Poi è stata fatta la somma e i successivi confronti tra le città. Analizzando, nello specifico, i prezzi di Grosseto (minimo, medio e massimo per ciascun alimento), salta subito agli occhi la notevole differenza che c’è tra il costo più basso e quello più alto. Ad esempio, per una confezione di 6 bottiglie di acqua minerale si passa da un minimo di 0,77 al massimo di 4,80 euro. Oppure per un chilo di tonno in olio d’oliva si va da 5,94 a 16,25 euro.
"E’ la conferma — ha spiegato Marco Festelli, presidente provinciale di Confconsumatori — che in città c’è una grande offerta di mercato. E che la pluralità ha sortito effetti positivi sul controllo dei prezzi. Peraltro è una situazione che abbiamo riscontrato anche noi come associazione. Rispetto allo scorso anno le lamentele rispetto ad improvvisi aumenti dei prezzi di pane e latte, solo per fare alcuni esempi, sono notevolmente diminuite". "A Grosseto in effetti — ha commentato Gianni Baiocco, segretario provinciale Uil — i prezzi sono abbastanza contenuti rispetto anche ad altre realtà nazionali e della provincia stessa. Se andassimo, infatti, a controllare il costo degli stessi alimenti lungo la costa, all’Argentario o a Orbetello, ma anche a Follonica, troveremo cifre ben più elevate rispetto ai paesini dell’entroterra. Come Adoc, associazione dei consumatori della Uil, in effetti non riceviamo lamentele sui prezzi al consumo".
Nel paniere della spesa — tra parentesi i prezzi minimo, medio a massimo — dell’Osservatorio prezzi troviamo: acqua da 6 bottiglie(0,77-2,47-4,80) ; un chilo di biscotti (2,11-3,69-5.50), un chilo di burro (3-7,37-10,80), un chilo di caffè tostato (4,58-9.73-14,40), un chilo di carne bovina (12,95-15,35-17,05), 100 grammi di cioccolata (0,45-0.86-1,80), un litro di latte fresco (0,75-1,37-1,65), un litro di olio extravergine di oliva (2,99-5.42-7,49), un chilo di pane (1,60-2,24-2.62), un chilo di parmigiano (11,9-15,29-17,50), un chilo di pasta (0,56-1,56-2,30), un chilo di piselli (1,35-4,15-7.78), un chilo di pomodori pelati (0,88-1,42-2,88), un chilo di prosciutto crudo (14,50-20,32-26,65), spinaci (1,29-3,19-5,38), 6 uova (0,59-1,54-2,48), 125 gr. yogurt (0,19-0,51-0,98) e un chilo di zucchero (0,79-1,02-1,65).
Grande attesa per il concerto di Massimo Ranieri “Canto perchè non so nuotare... da 40 anni”, che andrà in scena al Teatro Moderno il 13 maggio. In “Canto perché non so nuotare” l’artista napoletano interpreterà molte perle della canzone italiana d’autore, spaziando da Battisti a Battiato, Mina, Paoli e Tenco