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"Scuola, tanti edifici datati
ma nessun rischio sicurezza"

"In media — ha spiegato l’assessore provinciale Sergio Bovicelli — spendiamo circa 400mila euro all’anno per la manutenzione ordinaria nei 40 istituti scolastici superiori di nostra competenza. In tutti i nostri edifici non mancano ovviamente — prosegue l’assessore provinciale — le certificazioni di staticità e sul sistema antincendio. Soltanto in due o tre casi abbiamo il nullaosta provvisorio, ma l’iter burocratico sta per essere concluso"

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Una classe durante una lezione Grosseto, 25 novembre 2008 - Sempre meno risorse finanziarie e sempre più interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da programmare per molti degli istituti scolastici di competenza della Provincia. Con quelle governative bruscamente annullate dal 2003, quando lo Stato ha smesso di trasferire soldi — in base alla legge 23 del 1996 — agli enti locali. "In media — ha spiegato l’assessore provinciale Sergio Bovicelli — spendiamo circa 400mila euro all’anno per la manutenzione ordinaria nei 40 istituti scolastici superiori di nostra competenza. Mentre per gli interventi straordinari e le nuove realizzazioni ricorriamo a finanziamenti mirati". Bovicelli segue le 'sue' scuole da ben 10 anni.

 

"Della maggior parte — prosegue — la Provincia se ne occupa da gennaio 1996, dall’approvazione della legge 23 sulle norme per l’edilizia scolastica. Molti degli edifici ci sono stati trasferiti dai Comuni e non erano propriamente in perfette condizioni. Lo sforzo finanziario che abbiamo dovuto sostenere in questi anni per renderli a norma e agibili non è stato indiferrente. Gravoso dal 2003, quando lo Stato ha completamente eliminato i fondi che ogni anni trasferiva per l’edilizia scolastica. Si trattava, per noi, di circa 2-3 milioni di euro all’anno che all’improvviso ci sono venuti a mancare, mentre le opere da programmare ogni anno sono numerosissime". Non siamo in presenza di scuole poco sicure, ma in alcuni casi molto datate. "In tutti i nostri edifici non mancano ovviamente — prosegue l’assessore provinciale — le certificazioni di staticità e sul sistema antincendio. Soltanto in due o tre casi abbiamo il nullaosta provvisorio, ma l’iter burocratico sta per essere concluso".
 

Poi c’è la 'fetta' più corposa, quella delle risorse da spendere per adeguare gli istituti alle normative che cambiano o per costruirne di nuovi. "Alcune strutture, è inutile negarlo, mostrano i segni del tempo — aggiunge Bovicelli — Basta pensare al Commerciale, istituto sicuro, ma certamente sorpassato, così come quello di piazza De’Maria, struttura importante, ma che non so quanto potrà durare nel tempo ad avere le caratteristiche per ospitare una scuola. E poi ancora il Baccarini di Orbetello e l’istituto magistrale di Arcidosso. Edifici sicuri, ma sorpassati". Sul versante nuove costruzioni, l’amministrazione di palazzo Aldobrandeschi sta portando a termine il secondo lotto del Magistrale, con un impegno di spesa previsto di un milione e 500mila euro, altri 150mila sono stati impegnati per recuperare 13 aule, sempre a servizio del Magistrale, nei locali dell’ex questura e sta per essere concluso il centro polifunzinale alla Cittadella dello studente.

 

"Ogni anno — conclude Bovicelli — mi chiedo se l’impegno che l’ente ci mette nel mantenere e migliorare le condizioni dei propri edifici scolastici sia sufficiente. A mio parere è un settore dove è impensabile tagliare fondi. Investire sulla sicurezza e formazione dei nostri ragazzi è un compito primario, anche se spesso è difficile trovare le risorse sufficienti. Ma prove di carico  e controlli periodici  sulle strutture non  devono mai venire meno".

Cristina Rufini










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