Un uomo di sessantadue era salito sul regionale che da Roma arriva a Grosseto. Sembrava che dormisse invece era morto, stroncato da un malore da almeno un paio di ore. "Aveva un fazzoletto in mano - hanno raccontato i testimoni - sembrava che lo avesse preso per asciugarsi il sudore e che poi si fosse addormentato". D.M. era originario di Roma, non aveva il biglietto, difficile capire dove fosse diretto
Grosseto, 26 agosto 2008 - Sembrava addormentato. Invece, quel signore di sessantadue anni, accanto al quale hanno viaggiato i passeggeri del treno 3270, era morto, stroncato da un malore. Era salito sul regionale che da Roma arriva a Grosseto. Un treno che parte alle 21.09 e che effettua la maggior parte delle fermate nei dintorni della Capitale, da Termini a Trastevere fino a Civitavecchia e poi Montalto. Termina la sua corsa in Maremma, con poche fermate che si concludono alla stazione di Grosseto, dove arriva alle 23.29. Più o meno a quell’ora, lunedì sera, gli altri passeggeri sono scesi. Nessuno di loro ha pensato di svegliare quel signore, solitario, rimasto immobile per tutto il viaggio.
"Aveva un fazzoletto in mano - hanno raccontato i testimoni - sembrava che lo avesse preso per asciugarsi il sudore e che poi si fosse addormentato". Così, è stato il capotreno a salire sul vagone, al termine della corsa, per accertarsi che non fossero rimasti passeggeri a bordo. Ed è stato il capotreno ad avvicinarsi all’uomo seduto per avvertirlo che la corsa era finita, e a fare la drammatica scoperta. Il corpo era freddo, nessun segno di vita. Gli agenti della polizia ferroviaria si trovavano a pochi metri. Hanno raccolto testimonianze, per cercare di spiegare un fatto che ha dell’incredibile. Nessuno lo ha urtato, nella solita concitazione dei viaggi in treno. Nessuno frenata, nessuno sbalzo lo ha mosso. Nessuno gli ha controllato il biglietto.
E nessuno è stato in grado di capire né da dove fosse partito né dove fosse diretto, poiché il biglietto nemmeno lo aveva. Anche rintracciare i parenti non è stato semplice, poiché l’anziano non frequentava da tempo i propri familiari. Neppure loro, del resto, sono stati in grado di ricostruire le sue intenzioni, la stazione di partenza o la sua destinazione. D.M. era originario del comune di Roma e questo indurrebbe a pensare che comunque fosse partito dalla Capitale. Difficile capire però dove fosse diretto, se a una delle fermate metropolitane o nell’immediata periferia.
Non sembra che avesse contatti con la Maremma. Dubbi che in parte soltanto l’autopsia potrebbe chiarire, forse, risalendo almeno all’orario della morte. Ma di certo le sue intenzioni rimarranno comunque un mistero. A stroncarlo è stato un malore. Con sé aveva delle prescrizioni per la cardiopatia e dei medicinali per il diabete. Lo stesso medico legale, arrivato alla stazione ferroviaria, non ha potuto fare altro che constatare le cause naturali della morte.
Riccardo Bruni
Stefano Bollani e Massimo Altomare celebreranno Fosco Maraini con un concerto chiamato 'Gnosi delle Fanfole'. I musicisti si esibiranno mercoledì 27 agosto al teatro delle Rocce di Gavorrano. L'idea di celebrare il noto antropologo è nata in seguito alla pubblicazione di alcuni suoi versi